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Denise Pipitone, la madre non si arrende e si rivolge a chi sa e non parla da 17 anni: «Basta, liberatevi la coscienza»

Denise Pipitone oggi: un caso drammaticamente irrisolto quello relativo alla scomparsa della bambina siciliana di Mazara del Vallo. Un mistero che va avanti dal 2004 e tiene in piedi interrogativi senza risposta.

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Che fine ha fatto Denise Pipitone?

Ha lasciato strascichi il caso della presunta ‘Denise russa’ Olesya Rostova. Un’illusione sfumata, accompagnata da tante polemiche per come la televisione russa ha strumentalizzato il dolore della famiglia Pipitone al solo scopo di fare share. Il test del Dna ha confermato che la 20enne in questione non è Denise. E i riflettori mediatici su questo caso hanno inevitabilmente lacerato ferite mai chiuse; riportato alla ribalta della cronaca il giallo della piccola scomparsa, ancora senza una soluzione.

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«Chi sa, parli»: mamma Piera non si arrende e fa un nuovo appello

Dalle falle nel modus operandi degli inquirenti ai sospetti di mamma Piera Maggio. Le trasmissioni televisive italiane da giorni sono tornate a parlare della drammatica vicenda nella speranza che qualcosa si (s)muova. In primis la coscienza di chi sa, ha sempre saputo, e non ha mai parlato. Proprio a loro, lo scorso mercoledì durante la diretta di Chi l’ha visto? su Rai 3, mamma Piera si è rivolta. «Basta, liberatevi la coscienza … Chi sa, parli», ha detto implorante la donna.

«I rom non hanno rapito Denise»

«I rom non hanno rapito Denise. Forse la bambina è stata data ai rom successivamente, ma chi ha preso mia figlia sotto casa sapeva quello che faceva», ha aggiunto la donna, intervistata anche da Quarto Grado che pochi giorni fa ha dedicato un approfondito focus al caso Denise Pipitone.

«Denise non era solita dare confidenza agli estranei. Probabilmente aveva già visto le persone che l’hanno portata via». Chi ha sequestrato Denise a suo dire ha agito con scopo, perché aveva l’intenzione di portarla via per colpire la sua famiglia.

«Chi ha fatto questo aveva intenzione di farlo: non è stata una cosa improvvisata. Lei non stava giocando fuori casa, da sola sul marciapiede. Aveva quattro anni ed era nell’androne, con il cugino e mia mamma. A un certo punto ha rincorso il suo cuginetto e da lì non ha più fatto ritorno a casa. È successo quello che non doveva succedere, perché i bambini non si toccano».

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Grossolani errori nelle indagini: si può ancora fare qualcosa?

Piera Maggio ha poi evidenziato le grossolane negligenze commesse da chi ha condotto le indagini. Soprattutto nella immediatezza della scomparsa di Denise, avvenuta il 1° settembre 2004.

«Ci sono stati degli errori nelle indagini che purtroppo non si possono più recuperare … alcuni errori sono stati commessi per negligenza, altri di proposito e altri ancora per incompetenza. Non si può scegliere il luogo dove far succedere le tragedie. E questa cosa è avvenuta in una provincia dove forse non si aspettavano il rapimento di una bambina… e magari non c’erano delle persone esperte che sapessero come muoversi». Potrebbe interessarti anche —> “Olesya Rostova non è Denise Pipitone”: c’è la conferma 

 

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