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Di Battista vuole rivoluzionare il M5S, ma per farlo gli serve la bacchetta magica

Di Battista news. “La società post-covid sarà completamente diversa. Saranno diverse le necessità e diversi i timori dei cittadini”. Così come “saranno diverse le risposte da adottare”. E poi ancora: “Gli Stati Generali del Movimento 5 Stelle avranno senso se, in primis, sapranno produrre un’agenda politica 2020-2030.” Così Alessandro Di Battista ha proposto al mondo di Facebook un lungo programma rivoluzionario per il Movimento 5 Stelle. Una serie di proposte ritenute necessarie non solo per il futuro del Movimento, ma per tutta l’Italia. Peccato che per realizzarle avrebbe bisogno, come minimo, della bacchetta magica.

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alessandro di battista ministro

M5S news, Alessandro Di Battista: “No alleanze alle elezioni”

Un lunghissimo post, molto dettagliato, per spiegare la soluzione alla crisi del Movimento 5 Stelle e a ciò che l’Italia sarà costretta ad affrontare post-coronavirus. Tra i tanti punti menzionati spiccano proposte di legge, suggerimenti, idee, ma anche una forte presa di posizione: il Movimento 5 Stelle deve andare alle prossime elezioni politiche da solo. Nonostante le percentuali. In più, deve confermare la regola dei due bandati. Anche perchè “la società post-covi sarà completamente diversa. Saranno diverse le necessità e diversi i timori dei cittadini. Saranno, dunque, diverse le risposte da adottare”. E quelli a cui si vuole dedicare sono proprio “i nuovi possibili poveri della fase post-pandemica”.

“Negli ultimi mesi ho coordinato diversi gruppi di lavoro dove hanno partecipato portavoce nazionali, europei, attivisti, esperti in varie tematiche e non iscritti al M5S. Grazie al loro contributo siamo arrivati ad un’agenda che spero vi sarà la possibilità di presentare agli Stati Generali”, si legge nel post. Obiettivo principale: difendere l’ambiente. “Oggi più che mai difendere l’ambiente significa difendere la Patria e proprio la difesa ambientale sarà il settore dove poter creare nuovi posti di lavoro”, sottolinea infatti.

GLI STATI GENERALI DEL MOVIMENTO 5 STELLELa società post-covid sarà completamente diversa. Saranno diverse le…

Pubblicato da Alessandro Di Battista su Mercoledì 14 ottobre 2020

L’agenda proposta da Di Battista

“La prima parte dell’Agenda racchiude proposte per affrontare il mondo post-covid (chiamarla emergenza è riduttivo). La seconda parte presenta una serie di soluzioni da mettere in campo per affrontare ataviche necessità dei cittadini. La terza parte indica le azioni che il Movimento 5 Stelle ha il dovere di adottare/confermare per rafforzare le sue politiche, la sua comunità, la sua indipendenza e costruire il proprio futuro. In tal senso gli Stati Generali dovranno essere anche l’occasione di sciogliere determinati nodi sui quali oggi si hanno visioni differenti”, si legge ancora.

Prima di tutto, scrive, bisogna fornire un sostegno straordinario alle piccole e medie imprese, oltre che introdurre il servizio civile ambientale Anche in questa occasione, quindi, ribadisce il “no” alle grandi opere “inutili”, e chiede “incentivi pubblici per chi – anche grazie alle opportunità di smart working – intende lasciare le grandi città e ripopolare i centri urbani scarsamente abitati”. Non solo: Di Battista promuove anche un “Servizio civile ambientale”. Un “programma di lavoro giovanile per la difesa del territorio. I cambiamenti climatici aumenteranno il rischio idrogeologico. Il Servizio civile ambientale consente di investire in prevenzione, difendere il territorio attraverso la messa in atto del piano nazionale per l’adattamento al cambiamento climatico creando fino 200.000 posti di lavoro all’anno (per i prossimi 5 anni) per giovani under 32”.

alessandro di battista lutto

Di Battista news, la rivoluzione del M5S

E poi, ovviamente, un incremento del Reddito di cittadinanza “con obbligo (ove possibile) di svolgere lavori socialmente utili nei Comuni o all’interno del Servizio civile ambientale”. Una legge sull’acqua pubblica, un progetto di car-sharing pubblico nazionale, la chiusura domenicale dei centri commerciali, la creazione di una casa farmaceutica pubblica, una riforma sul sistema bancario, lo stop definitivo al patto di stabilità e crescita e al Mes. Ma non è tutto: l’ex deputato spinge anche per una legge sul conflitto d’interessi, sul controllo pubblico di autostrade, sulla Rai, sull’inserimento dell’esercizio fisico nel sistema sanitario nazionale e sul salario minimo. C’è poi tanto altro: in totale sono 32 i punti che comprendono il primo blocco. 

Nel secondo, poi, si affrontano temi un po’ più politici. Si parla di uso medico della cannabis, di immigrazione, di uno “spoil system” più forte per “sostituire funzionari e dirigenti che ostacolano l’attuazione del programma elettorale risultato vincente”, dello stop alla vendita di armamenti a paesi in conflitto o che sostengono, direttamente o indirettamente, paesi in guerra. L’ex deputato poi affronta anche il nodo dei costi della politica: secondo lui si dovrebbe puntare a un taglio del 30% dei consiglieri regionali e a un taglio pari al 40% delle indennità dei parlamentari e dei consiglieri regionali. Inoltre, dovrebbe esserci l’elezione diretta dei parlamentari con ritorno delle preferenze e obbligo di candidatura nel collegio di residenza.

Ma anche indipendenza energetica, promozione e sostegno all’agricoltura naturale e biologica, obbligo e tempi certi di discussione delle leggi di iniziativa popolare in Parlamento e rafforzamento degli strumenti di democrazia diretta, stop ai finanziamenti pubblici alle scuole paritarie e all’aziendalizzazione della scuola pubblica.

alessandro di battista

La rivoluzione del Movimento 5 Stelle secondo Di Battista

Parla inoltre di diritto alla bigenitorialità, di ritiro del contingente italiano dall’Afghanistan. Dell’approvazione di una legge di “Fine vita” e dell’assegnazione all’Unione Europea di un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Insomma, un po’ di tutto. Si arriva poi all’ultimo blocco, quello che tratta direttamente della rivoluzione pentastellata. Di come dovrebbe cambiare il Movimento.

In primis, chiede che ogni rappresentante possa essere eletto al massimo per due legislature in caso di parlamentari, europarlamentari e anche consiglieri comunali. Poi sostiene la necessità di creare una squadra volta a condividere le esperienze del M5S con partiti e “organizzazioni civiche africane”. Inoltre, chiede maggiore autonomia “rispetto a destra e sinistra. A prescindere dalla legge elettorale che verrà approvata, il Movimento 5 Stelle nel 2023 si presenterà da solo alle elezioni politiche”. Infine, parla anche della piattaforma Rousseau: “La piattaforma Rousseau è il cuore del Movimento 5 Stelle. Va rafforzata per continuare a diffondere ed esercitare la democrazia diretta e permettere agli iscritti di esercitare la giusta pressione sui portavoce”. Resta da scoprire come farebbe a realizzare tutto questo>>Tutte le notizie di UrbanPost

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Written by Chiara Caraboni

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