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Dpcm ottobre 2020 retroscena, Conte furioso con Speranza: «Nè necessario né utile»

Il premier Conte e il ministro della salute Speranza hanno firmato nel cuore della notte il nuovo dpcm ottobre 2020 per contrastare l’emergenza Covid. Tra le novità nuova stretta sulla movida, no ad uscite scolastiche e la “forte raccomandazione” ad evitare di organizzare in casa feste private, cene o riunioni, con più di sei persone. Non un divieto vero e proprio dunque, come del resto era stato annunciato da Roberto Speranza a ‘Che Tempo che fa’. Durante quell’intervista, destinata a far discutere, il ministro della Salute ad un attonito Fabio Fazio aveva detto a tal proposito: «Aumenteremo i controlli, ci saranno segnalazioni». Dichiarazioni che avevano suscitato un’ondata di indignazione sui social, tanto che su twitter il termine “Stasi” è stato in tendenza per buona parte della mattina del 12 ottobre. L’allusione ovviamente al film ‘Le vite degli altri’: «Affidare il rispetto dei divieti in casa propria alle denunce dei vicini è qualcosa di assurdo. Anzi, puzza proprio di Stasi», ha tuonato seccato un utente. Quelle esternazioni, secondo quanto riportato da ‘Il Giornale’, sarebbero dispiaciute anche al presidente del Consiglio.

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Dpcm ottobre 2020 retroscena, Conte furioso con Speranza: «Nè necessario né utile»

“Il blitz non gli è riuscito: Giuseppe Conte avrebbe voluto varare il nuovo Dpcm già ieri sera. Tanto che è ripartito in tutta fretta da Taranto annunciando che aveva questa importante partita da chiudere nella Capitale. E che avrebbe presieduto la riunione con gli enti locali convocata dal ministro Francesco Boccia”, scrive Laura Cesaretti su ‘Il Giornale’. Conte aveva fretta di firmare il dpcm ottobre 2020 sostanzialmente per due motivi. La prima ragione era di ordine tecnico: le misure precedenti scadono il 15 ottobre e necessitano di essere sostituite. La seconda di carattere politico: «Più allunghiamo i tempi della discussione, più si rischia di complicare le scelte e di dover scendere a compromessi sulle singole disposizioni», ha ragionato il premier con i suoi.

A “guastargli” la sorpresa l’ospitata, che ‘Libero’ definisce «disastrosa», di Roberto Speranza. Questi avrebbe anticipato troppo da Fazio dell’ultimo dpcm di ottobre, ora firmato, creando una fuga di notizie in avanti, risultata sgradita al presidente del Consiglio. «Non era necessario né utile né fattibile» adombrare simili misure, avrebbe detto Conte in uno sfogo coi suoi, alludendo alle affermazioni di Speranza su feste private e segnalazioni.

dpcm ottobre 2020

L’ospitata da Fazio sgradita al premier: le indiscrezioni pubblicate su ‘Il Giornale’

“L’incidente ha creato una nuova ondata di polemiche che rischia di rovinare la festa comunicativa di Palazzo Chigi, dove non vedevano l’ora di riprendersi la scena – grazie all’emergenza – con i sermoni serali a reti unificate del premier, utili a dettare i titoli di giornali e tv”, scrive sempre la Cesaretti su ‘Il Giornale’. E lo stesso premier ha dovuto poi mettere «una toppa». Durante la riunione con gli enti locali il presidente del Consiglio ha precisato ieri che non c’era nessun divieto sulle feste private. «Inseriremo una forte raccomandazione sulle mascherine all’interno delle abitazioni private, in presenze di persone non conviventi. Non riteniamo di introdurre una norma vincolante. Ma vogliamo dare il messaggio che se si ricevono persone non conviventi anche in casa bisogna usare la mascherina», aveva dichiarato col suo solito serafico aplomb Conte. Leggi anche l’articolo —> Coronavirus Italia, che succede se l’indice Rt supera l’1.5: gli scenari possibili

 

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