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«Mai Draghi al Quirinale», malumori tra i grillini dopo l’affronto a Conte: il retroscena

Il governo Draghi ha indicato i primi nuovi vertici delle società a controllo pubblico. Alla guida delle Ferrovie dello Stato nominati come AD Luigi Ferraris, la presidenza a Nicoletta Giadrossi mentre per Cassa depositi e prestiti si va verso un incarico a Dario Scannapieco. Decisioni quelle dell’ex numero uno della Bce che avrebbero “messo all’angolo” il M5s: il Premier ha scelto Dario Scannapieco al posto di Fabrizio Palermo, Luigi Ferraris in sostituzione di Gianfranco Battisti e infine Nicoletta Giadrossi come presidente.

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“Mai Draghi al Quirinale”, malumori tra i grillini dopo l’«affronto» a Conte: il retroscena

Su “Il Tempo” si legge: “Mario Draghi sta facendo a pezzi il Movimento 5 Stelle e tutto quello che Giuseppe Conte aveva costruito nei suoi due mandati al Governo prima di diventare il nuovo leader grillino”. Nello stesso articolo viene rimarcato che “le nomine sono l’ennesimo schiaffo ai Cinquestelle, che perdono tutti i loro uomini nelle poltrone del potere”. Ne scrive anche “Libero Quotidiano”: “Non è una novità che il M5S navighi in acque parecchio difficoltose, ma le nomine sono l’ulteriore mareggiata che sciaqua via quel che resta dei pentastellati. Eh già, perché nel mega governo Draghi, il M5S sembra fare soltato il portatore di voti, e poco più”. Tra il premier e il M5s i rapporti sarebbero diventati sempre più tesi“Mario Draghi ha deciso di sua sponte e poi ci ha fatto sapere” si vocifera tra i grillini, che hanno mal digerito la rimozione di Fabrizio Palermo. Come riporta “La Stampa” in seno al M5s una frase alquanto eloquente ha preso a circolare: “Se continua così con noi, Draghi rischia il Quirinale”. Ed effettivamente sulle nomine il M5S non ha avuto voce in capitolo. Da qui il «Mai Draghi al Quirinale». Una fonte di rilievo a “Il Giornale” ha detto: «Siamo spariti, sui dossier più importanti non stiamo toccando palla».

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Dopo il governo Draghi c’è solo il voto

Risentimento verso il presidente del Consiglio? “Le stesse fonti”, come scrive “Il Tempo”, “segnalano una profonda amarezza e un vasto stupore di Conte, che già si era infuriato per gli addii del commissario all’emergenza Covid Domenico Arcuci e di Gennaro Vecchione dai servizi segreti”. In questo clima di ostilità si inserirebbero anche gli ex grillini, che spingerebbero perché la creatura di Grillo si ridesti: “Le nomine mostrano il vuoto politico e l’irrilevanza dei 5 Stelle. Si rassegneranno ai ruoli di vassalli di Draghi o avranno uno scatto di orgoglio?”. Anche perché come ha più volte ribadito il ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio dopo il governo Draghi c’è solo una vita, quella del voto. Per questa ragione i sostenitori di Grillo&Co sono preoccupati: in che condizioni si presenterà il M5s all’appuntamento alle urne? Leggi anche l’articolo —> Draghi rinuncia allo stipendio da premier: la dichiarazione dei redditi e le sue proprietà

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