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Draghi presidente della Repubblica nel 2022, favorevoli e contrari: il “memento” di Giorgetti

Draghi presidente della Repubblica nel 2022? Comincia oggi martedì 3 agosto il semestre bianco, periodo nel quale il Capo dello Stato viene privato della prerogativa sua forse più importante, quella di sciogliere le Camere del Parlamento e indire nuove elezioni. Un ingresso che in passato si è identificato con una maggiore instabilità politica. Difatti i partiti potrebbe innescare delle possibili crisi di governo, facendosi forti all’idea che all’orizzonte non ci possano essere elezioni da affrontare. Di tutto questo il premier Draghi è ben consapevole, probabilmente in cuor suo ne è anche preoccupato, ma non lo dà a vedere. «Non sai mai cosa pensi dietro quella faccia da poker», disse di lui Carsten Brzeski, capoeconomista della banca olandese ING al «The Wall Street Journal». «La sua mimica facciale in pubblico ha poche varianti. È capace di sedere per un’ora senza muovere un muscolo della faccia, immobile come una statua», spiegò allora il tedesco. E ne abbiamo avuto prova in questi mesi…

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draghi Quirinale

Draghi presidente della Repubblica, favorevoli e contrari: il “memento” di Giorgetti

Difficile capire cosa possa passare nella mente del presidente del Consiglio. E se è vero quello che pensava Stephen Hawking, vale a dire “le persone tranquille hanno le menti più rumorose”, dobbiamo aspettarci che nella testa dell’ex numero uno della Bce ci sia un vespaio. Ha da difendersi (e ne avrà) Draghi da colonie di insetti armati di pungiglioni “velenosi”. Da Salvini, che dal Papeete, ha avvisato minaccioso: «Non possiamo sostenere un governo incapace di fermare gli sbarchi»; a Conte, che scopertosi ‘bambino vero’ nella favola di ‘Pinocchio’, dalle colonne della Stampa, ha inviato al premier messaggi alquanto sinistri: «Sulla giustizia ci hanno trovati impreparati, ma non sarà più così. A partire dal Reddito di cittadinanza…». Ma Draghi tira dritto per la sua strada: il 13 agosto il suo governo compirà il suo primo semestre di vita, che potrebbe però diventare il penultimo nel caso in cui Super Mario (soprannome a lui sgradito) decidesse di cambiare Palazzo. Ossia se Draghi dovesse essere eletto capo dello Stato dopo la scadenza del mandato di Sergio Mattarella fissata al 3 febbraio.

Uno scenario che non convince tra i tanti Giancarlo Giorgetti: Politicamente è un problema serio. Questa è una maggioranza anomala non di unità nazionale, ma attorno a una persona che è Mario Draghi“. Il ministro dello Sviluppo economico, e come lui quanti lodano l’operato dell’«banchiere prestato alla politica», non si è tirato indietro di fronte alla previsione di Draghi al Colle: “Non vedo come il governo potrebbe andare avanti“. Il numero due della Lega, si legge sul Corriere, è dell’avviso che serva un governo fortemente legittimato. Una strada è una forte legittimazione del presidente. Se togli il presidente ci vuole una forte legittimazione popolare». Dunque la via sarebbe quella delle elezioni.

draghi Quirinale

Salvini: «Non voglio tirare per la giacchetta nessuno»

Ma chi vuole l’economista al Quirinale? «L’unica cosa positiva di una candidatura di Mario Draghi è che ragionevolmente, se lui andasse al Quirinale, si andrebbe a votare subito e questo per noi sarebbe una buona notizia», le parole di Giorgia Meloni. Salvini, che negli ultimi mesi, ha più volte ribadito la sua disponibilità a sostenere l’ex numero uno della Bce, ora frena: «Ho troppo rispetto per Mattarella e Draghi per anticipare oggi quanto dovrà succedere a febbraio dell’anno prossimo. Di chi farà il presidente della Repubblica ne riparliamo a febbraio dell’anno prossimo, non voglio tirare per la giacchetta nessuno». Un passo indietro fatto soltanto forse per compiacere Draghi. Questi, nel corso di una conferenza stampa, avvenuta a maggio scorso, quella sul via libera al Sostegni Bis, aveva detto fermo: «Trovo estremamente improprio, per essere gentile, che si discuta del Capo dello Stato quando è in carica. L’unico autorizzato a parlarne è il presidente della Repubblica». Ed era stata la risposta proprio alla domanda di un giornalista relativa alle parole del leader della Lega che aveva sbandierato in lungo e in largo la possibilità di “Mister Altrove” (altro soprannome sgradito a Draghi) come prossimo Capo dello Stato. Sul passaggio dell’economista al Colle si è espresso anche il nuovo leader in pectore del M5s Giuseppe Conte, come si legge su “Il Giornale”: Candidare adesso Draghi al Quirinale può essere frainteso, risulterebbe un promoveatur ut amoveatur. Ogni cosa a suo tempo“.

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Draghi presidente della Repubblica? Quali sono le sue vere intenzioni per il 2022

A tutti però sfugge la cosa più importante di tutte: le vere intenzioni del presidente del Consiglio. Non è escluso infatti che Draghi c’abbia preso gusto a stare a Palazzo Chigi. E visto il suo alto senso delle istituzioni e il suo essere ‘civil servant’ (per usare un’espressione anglosassone) fino al midollo, non si può a priori scansare l’ipotesi che questi porti il suo impegno con l’Italia e gli Italiani fino alla scadenza naturale della legislatura. Ossia fino al 2023. Come scrive Ferruccio De Bortoli su “Il Corriere della sera” «un solo anno di vita per un esecutivo che ha il compito di completare le riforme e realizzare il piano nazionale di ripresa e resilienza da cui dipende il futuro delle prossime generazioni, è troppo poco. Le risorse europee vanno impegnate entro il 2023 per progetti da realizzare entro il 2026. (…) L’opera di ricostruzione del Paese va organizzata e correttamente programmata. Avviarla non basta». Il pericolo più grande è che si torni al caos che c’era prima che arrivasse Draghi. Leggi anche l’articolo —> I sindacati da Draghi: «Green Pass non sia arma per licenziare», retroscena da Palazzo Chigi

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