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Taglio delle accise sulla benzina e tetto ai costi del gas: il governo lavora ad un decreto

Il costo della benzina e del diesel è da capogiro. Il prezzo del gas e della luce continua ad aumentare a dismisura. Rincari che stanno schiacciando le famiglie e le imprese, già vessati nei mesi scorsi da un’emergenza pandemica senza precedenti. Il governo cerca di correre ai ripari mettendo sul piatto misure mai viste prime. Il premier Mario Draghi, assieme al ministro della Transizione energetica Roberto Cingolani, ha presentato a Bruxelles un piano che stabilisca un tetto massimo per il gas in tutta l’Unione europea. Nell’attesa però che l’accordo venga raggiunto da tutti i Paesi dell’Ue, l’ex numero uno della Bce è intenzionato ad approvare in tempi record un decreto ad hoc per contrastare la crisi energetica. Stando al «Corriere della Sera» Draghi è pronto ad un taglio delle accise su benzina e gasolio per avere un risparmio immediato del 10 per cento.

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Draghi, taglio delle accise sulla benzina e tetto ai costi del gas: il governo lavora ad un decreto

Salvo impedimenti dell’ultimo minuto, nel governo si lavora all’idea di un limite di prezzo («price cap») sull’importazione di gas naturale in Italia da qualunque Paese fornitore. Fra le ipotesi al vaglio di Draghi ci sarebbe un provvedimento trimestrale, che indichi un limite massimo di prezzo di 100 euro a megawattora sull’importazione di gas nel primo mese, a 90 nel secondo e 80 nel terzo. Tetti, che come sottolinea «Il Corriere della Sera», pur essendo comunque elevati darebbero qualche certezza in più alle famiglie e alle imprese. Già a Bruxelles il presidente del consiglio assieme al ministro della Transizione energetica, Roberto Cingolani, aveva presentato l’idea. Il limite indicato era a 80 euro a megawattora. E portava con sé un duplice obiettivo: controllare i costi e versare meno risorse alla Russia, perché il Cremlino con quelle finanzia l’aggressione all’Ucraina. «Denaro insanguinato», come lo ha definito il dissidente russo Gerry Kasparov.

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Le opposizioni di Bruxelles: quali sono i rischi

Mercoledì si è tenuto un nuovo vertice sulla proposta fra il governo e la Commissione Ue e qualche tecnico ha avuto da obiettare. “Si sostiene che con un tetto ai prezzi i Paesi fornitori potrebbero decurtare l’offerta di materia prima all’Europa, finendo per paralizzare interi settori dell’economia. Possibile però che pesi anche l’opposizione silenziosa dell’Olanda, a difesa del ruolo della piazza finanziaria di Amsterdam sui contratti del gas”, spiega Federico Fubini sul «Corriere della Sera». In sostanza i Paesi fornitori dell’energia potrebbero chiudere le porte in faccia all’Italia vendendo ad un prezzo più alto, a Francia, Spagna e Germania. Per calmierare i prezzi di benzina e gasolio il premier sarebbe invece pronto a ridurre le accise in misura pari al gettito Iva in più dovuto all’aumento dei prezzi, vale a dire duecento milioni questo mese. Il carburante sarebbe meno caro del 10%. Una sforbiciata questa che dipende solo dal nostro governo, non dall’Unione Europea. Leggi anche l’articolo —> Cingolani: «Aumento del carburante è una truffa colossale ai cittadini» 

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