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Edgar Allan Poe libri e curiosità: dall’abuso di alcol al necrologio scritto dal suo peggior nemico

Il 7 ottobre del 1849 moriva Edgar Allan Poe, tra i massimi esponenti della letteratura americana, considerato universalmente l’iniziatore del racconto poliziesco e del giallo psicologico. Anticipatore del Simbolismo del Maledettismo, questi è stato anche un poeta. Un intellettuale, che ha dovuto lottare per buona parte della sua esistenza con problemi finanziari, ma anche con l’abuso di alcolici, dipendenza andata ad accentuarsi dopo la scomparsa della moglie nel ’47. Malgrado la fama crescente, lo scrittore per tutta la vita è stato ossessionato dalle difficoltà economiche, dovute soprattutto all’incapacità di investire oculatamente i suoi guadagni. Ed eccoci pronti a svelare qualcosa in più di questo straordinario autore, diventato col tempo un’icona, proprio per le sue stranezze e il tormento interiore che lo hanno accompagnato fino alla fine dei suoi giorni.

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Edgar allan poe

Edgar Allan Poe libri e curiosità: dall’abuso di alcol al necrologio scritto dal suo peggior nemico

Nacque a Boston, negli Stati Uniti, nel 1809. Una prima curiosità riguarda il nome: i genitori di Edgar Allan Poe erano, infatti, due attori girovaghi, e probabilmente scelsero il suo appellativo, ispirandosi al principe Edgar, personaggio del Re Lear di Shakespeare. Era questa la tragedia che i due stavano portando in scena nel periodo della nascita del futuro scrittore. Dopo la morte della madre, il padre lo abbandonò e così Poe fu allevato da un ricco mercante di Richmond, John Allan, dal quale questi ha preso il secondo nome. Con il patrigno i rapporti furono burrascosi: dopo un brutto litigio Poe lasciò la casa e incominciò a vagabondare.

Da giovane Edgar Allan Poe portò a termine gli studi superiori, si iscrisse all’università della Virginia, ma accusato di debiti di gioco, si vide costretto a rientrare a Boston, dove nel 1827 pubblicò il suo primo libro dal titolo “Tamerlando e altre poesie”. 

Edgar Allan poe

Il primo romanzo suo “Le avventure di Gordon Pym” è ispirato alla “Ballata del vecchio marinaio” di Coleridge

Accolto nella prestigiosa accademia militare di West Point nel 1830, Poe se ne fece espellere poco dopo per indisciplina. Da qui la decisione di trasferirsi a Baltimora dove iniziò a dedicarsi alla carriera di giornalista: a questo periodo risalgono le pubblicazioni dei primi racconti suoi. Nel 1836 sposò sua cugina Virginia non ancora quattordicenne. Una curiosità è legata al fatto che sul certificato di matrimonio fu scritto che lei di anni ne aveva ben ventuno. Risale al 1838 il suo primo romanzo ‘Le avventure di Gordon Pym’, ispirato alla celebre Ballata del vecchio marinaio del poeta inglese Coleridge. Due anni dopo vennero dati alle stampe i Racconti del grottesco e dell’arabesco; nel 1843 Lo scarabeo d’oro, che ottenne un grande successo. Del 1845 è invece Il Corvo e altre poesie, tra i libri più letti dell’autore.

Edgar allan poeEdgar Allan Poe vita sregolata e morte avvolta nel mistero

La morte di Poe, come pure la sua esistenza, è avvolta nel mistero. Il 3 ottobre del 1849 Lo scrittore fu visto mentre camminava in stato confusionale per le strade di Baltimora con addosso vestiti non suoi. Dopo quattro giorni Poe morì in ospedale, senza riuscire a spiegare quanto accaduto. Tante le ipotesi avanzate negli ultimi anni: dalla sifilide al delirium tremens, dalla meningite al colera. Si dice che la notte prima di morire questi abbia urlato più volte il nome Reynolds, ma nessuno capì mai a chi fosse riferito. E sempre al suo decesso è legata l’ultima curiosità: a scrivere il suo necrologio fu Rufus Wilmot Griswold, nemico personale e professionale di Poe. Lo dipinse come un dipendente dall’oppio, pazzo e ubriaco. Lo stesso precisò poi in quell’occasione che tutti i racconti di Poe, a meta strada tra il fiabesco e l’orrido, traevano spunto dal suo tremendo vissuto. Leggi anche l’articolo —> Andrea De Carlo “Il teatro dei sogni” in libreria: «Il Covid lascerà lunghe tracce nella nostra vita»

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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