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La giornalista Elena Marco è morta a 54 anni dopo una lunga malattia: l’addio del marito

Nella giornata di ieri, 9 Dicembre 2020, è morta Elena Marco, nota giornalista del Corriere della Sera. La donna, dopo aver perso la sua battaglia contro una lunga malattia, è venuta a mancare all’età di 53 anni, il 17 Dicembre prossimo ne avrebbe compiuti 54. La nota giornalista aveva dato inizio alla sua carriera al Piccolo. Poi era sbarcata al Corriere della Sera, diventando una delle colonne di “LiberiTutti”, il settimanale poi confluito in 7. In seguito ha scritto per la La Stampa e per Io Donna. La Marco era sposata con il designer Mario Bellini, il quale l’ha ricordata rilasciando una lunga intervista alle pagine del Corriere. 

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Elena Marco Morta

Elena Marco è morta a 54 anni dopo una lunga malattia

La giornalista triestina, Elena Marco, è morta ieri 9 Dicembre 2020 dopo una lunga malattia. La donna, laureata in Lettere con una tesi sul poeta Attilio Bertolucci e diplomata al Conservatorio in storia della musica e chitarra classica, ha iniziato la sua brillante carriera nel Piccolo. Elena si occupava principalmente di cronaca, di sport (tra cui la pallamano) e in seguito di Interni ed Esteri. Poi è diventata un volto noto del Corriere della Sera. Per anni è stata anche una corrispondente de La Stampa del Nordest. Infine, dal 2008 per dieci anni è stata caporedattore di Io Donna. Una volta arrivata a Milano, la Marco aveva trovato anche l’amore in Mario Bellini. Le parole dell’uomo nel ricordare sua moglie hanno commosso davvero tutti quanti.

Elena Marco Morta

Le parole di suo marito

La scomparsa di Elena Marco ha sconvolto l’intero mondo del giornalismo italiano e non solo. Suo marito, Mario Bellini, l’ha ricordata così sulle pagine del Corriere: «Con Elena galeotta fu un’intervista che mi fece per il suo giornale dell’epoca, Il Piccolo; e la passeggiata che ne seguì lungo il Lido di Venezia. Non eravamo soli ma quello sguardo intercettò il mio e mi lasciò fulminato». Anche il suo collega Enrico Caiano ha espresso un suo pensiero su Elena attraverso il Corriere: «Del suo male non parlava mai, solo brevi cenni, prima di tirar via veloce, passando a una cosa qualunque purché diversa da quella. Non sopportava le tante ipocrisie di casa nel nostro lavoro, sul campo o in redazione. E quando aveva deciso di arrabbiarsi con qualcuno che lo meritava era durissima, impossibile tenerle testa. Gli screzi tra noi invece finivano subito, l’autoironia e la solidità dell’amicizia prevalevano presto. E si capiva anche all’esterno. Non è un caso se ci chiamavano Sandra e Raimondo. Ciao Elena, sono stati giorni belli». >> Altre News

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