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Corsa al Quirinale, Draghi premier e Mattarella bis: le ultime parole di Salvini

Elezioni Quirinale. Non c’è ancora aria di intesa tra i leader dei partiti. Dopo la sesta fumata nera, si è tornati al voto con il quorum a 505 voti. Si è cominciato alle 9.30, dopo le riunioni dei grandi elettori delle singole forze. C’è clima di Mattarella bis e ne ha parlato anche il segretario della Lega Salvini. La giornata di ieri caratterizzata anche dalla completa debacle della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati spinge il leghista a muoversi ora con cautela. Qualcuno forse si aspettava una mossa da Mario Draghi, che continua a restare un’ipotesi nell’ombra.

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quirinale Salvini

Corsa al Quirinale, Draghi premier e Mattarella bis

Mattarella bis? «Non può essere una scelta di ripiego». Ha detto così Matteo Salvini, parlando con i cronisti in Transatlantico. «Basta andare avanti con i veti della sinistra», ha aggiunto il leader della Lega. «Piuttosto che andare avanti altri 5 giorni con i veti» meglio andare su «Mattarella, ma bisogna farlo con convinzione», ha osservato, chiarendo sia più serio «dire a Mattarella ripensaci». A non essere convinto di tale ipotesi FdI: «Sbagliato continuare a mettere in mezzo Mattarella!», l’avvertimento sui social del deputato e responsabile nazionale organizzazione del partito di Giorgia Meloni, Giovanni Donzelli, che ha aggiunto: «Ha detto che non è disponibile, non è mica un quaquaraquà». «Ci aspettiamo un boom per Mattarella», è il tam tam in Transatlantico tra i parlamentari di centrosinistra. C’è chi si scommette che si potrebbe arrivare anche a quota 400. «Si può chiudere su Mattarella già stasera», dicono fonti certe.

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«Per me Draghi è meglio che resti a Palazzo Chigi, perché tutto il resto sarebbe rischioso»

Pochi minuti fa Salvini ha detto: «Per me Draghi è meglio che resti a Palazzo Chigi, perché tutto il resto sarebbe rischioso. Ma ho capito che gli altri fanno politica solo bruciando le proposte che arrivano, mentre io non ho mai messo veti nei confronti di nessuno. Però ho capito che prima di dire un eventuale si a un nome che arriva da sinistra, ora io sto zitto per non finire dentro le loro guerre interne». E su Casini al Colle «non abbiamo messo veti nei confronti di nessuno», ha affermato il leader leghista che ha avuto in mattinata una lunga telefonata con Draghi. «La squadra resti così», la conclusione. Leggi anche l’articolo —> Corsa al Quirinale, dopo il “flop Casellati” Salvini vede Draghi: ora si fa sul serio

 

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