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Elezioni regionali, Salvini non riesce a conquistare la Toscana

Sono state pubblicate le prime proiezioni delle elezioni regionali e del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Se il secondo è un risultato che si poteva già considerare scontato, per quanto riguarda le regioni c’erano delle vere e proprie preoccupazioni. In particolare per quanto riguarda la Toscana: la grande incognita di queste elezioni. Il Partito Democratico non poteva perderla, la Lega voleva conquistarla a tutti i costi. E così si è trasformata nel terreno di battaglia tra Zingaretti e Salvini.

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elezioni regionali 2020

Elezioni regionali, le prime proiezioni

I primi dati ufficiali sulla Toscana, dopo lo scrutinio di 46 sezioni su 3.937, danno il candidato del centrosinistra Eugenio Giani al 47,84%. Lo segue, con cinque punti in meno, Susanna Ceccardi del Centrodestra (42,62%). Terza, poi, Irene Galletti del Movimento 5 Stelle, per ora ferma al 5,71%. Quelle in Toscana sono delle elezioni molto importanti. La vera sfida che si sta affrontando in questo territorio è quella che vede il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti contro il leader della Lega Matteo Salvini. Uno scontro che si potrebbe chiamare così: “Mors tua vita mea”.

Dopo le regionali in Emilia Romagna, che hanno fatto segnare una vera e propria sconfitta per Matteo Salvini, ora il secondo round è la Toscana. Sebbene ancora non sia nulla di definitivo, sicuramente non era certo che il centrosinistra potesse superare il centrodestra. E questo, in termini nazionali, si tradurrebbe in un rafforzamento del governo. Non sarebbe Conte a vincere, ma il Partito Democratico e di conseguenza anche la coalizione ne gioverebbe. Sembra che la valanga del centrodestra, quella che è riuscita a spostare numerose Regioni, alcune storicamente rosse come l’Umbria, si sia momentaneamente fermata.

referendum costituzionale

Prime proiezioni, Zaia non ha sfidanti

In Veneto invece non esiste alcuna sfida. Le prime proiezioni non fanno altro che confermare uno scenario già previsto. Luca Zaia, il governatore uscente, al momento viene dato al 74,5%. Contro di lui Arturo Lorenzoni, il candidato del centrosinistra, al 16,60%. Enrico Cappelletti, del Movimento 5 Stelle, invece, si ferma al 4,2%. Possiamo dire che già conosciamo il risultato. Le Marche invece, finora, sono state considerate un territorio con un alta voglia di cambiamento. Dopo 25 anni di amministrazioni rosse, infatti, al momento Francesco Acquaroli, il candidato del centrodestra, è avanti con il 43,8%. Lo segue Maurizio Mangialardi, del centrosinistra, con il 38,7%. Poi ancora Gian Mario Mercorelli del Movimento 5 Stelle con l’11%.

In Liguria, poi, sembra verrà confermato il governatore uscente. Secondo la prima proiezione, infatti, Giovanni Toti è al 53,5%, mentre il candidato del Partito Democratico e Movimento 5 Stelle Ferruccio Sansa è al 39,5%. Il candidato di Italia Viva-Psi, +Europa Aristide Massaro si attesterebbe al 3,6%. Anche in Calabria sta prendendo vita un copione già noto: Vincenzo De Luca è al 66,80%, Stefano Caldoro, il candidato del centrodestra, è al 19,20%, mentre Valeria Ciarambino, M5S, al 10,60%. Per quanto riguarda la Puglia, invece, al momento il centrosinistra è avanti rispetto al centrodestra. Michele Emiliano viene dato al 46,80%, Raffaele Fitto al 38%, Antonella Laricchia (M5S) al 10,80%, Ivan Scalfarotto (IV e altre liste) al 2,30%. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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