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Perché il Covid è così aggressivo in Emilia-Romagna: Bologna baricentro della terza ondata

Perché l’Emilia-Romagna sta vivendo una terza ondata molto aggressiva del Covid? Alcuni parlano di “inferno” e a vedere i numeri dei contagi degli ultimi giorni in alcune aree della regione, c’è poco da contestare. Da lunedì 8 marzo Emilia-Romagna in zona rossa se nei prossimi due giorni la tendenza non si sarà ancora invertita. Prima ancora del monitoraggio settimanale dell’Iss e la cabina di regia che decide il cambio di colore delle regioni, il presidente Stefano Bonaccini mette le mani avanti su un possibile nuovo lockdown regionale, dopo quello di un anno fa.

emilia romagna zona rossa

La situazione dei contagi in Emilia-Romagna: il “ruolo” delle varianti

Nel bollettino di oggi in Emilia-Romagna sono stati registrati 2.456 nuovi casi. Andando più nel profondo dell’analisi sull’andamento della pandemia sul territorio emiliano-romagnolo, vediamo i dati dell’incidenza. Ci viene in aiuto il prezioso lavoro del chirurgo Paolo Spada e del suo “Pillole di ottimismo”. In questo caso però di ottimismo ce n’è davvero poco a scorrere i dati. L’incidenza di casi superiore a 250 ogni 100mila abitanti nell’arco temporale di 7 giorni, è il dato che determina il passaggio di una regione in zona rossa, come stabilito dal governo Draghi con l’ultimo Dpcm.

A ieri l’incidenza a Bologna era di 445 casi per 100mila abitanti. Oggi sono stati registrati altri 746 casi, quindi questo dato è destinato a peggiorare. Critica anche la situazione a Rimini, dove l’incidenza settimanale di casi è di 469 ogni 100mila. Oggi tuttavia nel Riminese è stato riscontrato un calo dei contagi, sono 241. Incidenza molto alta anche per Forlì-Cesena (405) e Ravenna (364).

“Le varianti hanno accelerato il processo di diffusione sul territorio del virus, c’è un aumento esponenziale dei contagi”, commenta Paolo Bordon, direttore generale dell’Ausl di Bologna conversando con Il Resto del Carlino. Per il professor Vittorio Sambri, direttore del laboratorio di Microbiologia di Pievesestina (Cesena), “le varianti hanno attecchito da tempo, quella inglese per quanto ne sappiamo rappresenta più del 40% dei contagi. A Bologna ha raggiunto il 70% e presto diventerà dominante”.

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Emilia-Romagna zona rossa: Bologna baricentro della terza ondata

Quanto avvenuto nelle ultime due settimane è per Bordon “un fatto anomalo, con una violentissima pressione sugli ospedali”, dice al Carlino. A Bologna in tutto il territorio sono più di 900 le persone ricoverate: “Aumentiamo di continuo, ma il dato strano è la velocità: in due giorni e mezzo abbiamo avuto 209 ricoveri. L’aggressività del virus è alta, la carica virale pure. Tutti i reparti sono sotto pressione, anche le terapie intensive”, dice il direttore dell’Ausl bolognese

Bologna, dunque, è in questo momento il baricentro della terza ondata in Italia. Perché sia così è abbastanza facile comprenderlo. Il capoluogo emiliano è uno snodo importante, forse il più importante, per l’Italia. Prima di tutto per i trasporti ed i collegamenti nord-sud e per tutta la costa adriatica. Tutta la logistica passa da qui e già in autunno si era capito che il settore dei trasporti era molto vulnerabile ai focolai. Dopo la stretta di Natale e l’arrivo delle varianti – con l’inglese prevalente, non a caso visti i numerosi collegamenti con il Regno Unito attivi dagli aeroporti regionali –  ecco l’esplosione dei contagi. Ora bisogna correre ai ripari: prima le restrizioni, poi accelerare con le vaccinazioni. >> Le notizie dall’Emilia-Romagna

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