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Epatite acuta nei bambini: i vaccini potrebbero averne favorito lo sviluppo

In un articolo uscito su «La Verità» a firma di Patrizia Flore Reitter si fa il punto sulla nuova epatite acuta pediatrica, le cui origini sono ancora sconosciute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce che «l’adenovirus è un’ipotesi possibile». Infatti in Gran Bretagna e in Olanda è stato rilevato in 74 casi, mentre in 19 era in associazione con un’infezione da Covid. Tra i sintomi che presentano i piccoli pazienti in tutta Europa diarrea, vomito, dolore addominale e ittero. Non è ancora chiaro «perché un adenovirus debba essere responsabile di un quadro clinico così grave», ha dichiarato Giuseppe Indolfi, associato di pediatria all’ospedale Meyer di Firenze, dove un bimbo di tre anni era stato ricoverato prima di essere trasferito al Bambin Gesù di Roma. Finora in Italia sono quattro i casi confermati: un trapianto epatico in un bimbo è già stato eseguito.

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Epatite acuta nei bambini: i vaccini potrebbero averne favorito lo sviluppo

Su questa nuova epatite il Ministero della Salute ha emanato una circolare, aggiornando la situazione epidemiologica, informando le persone sulle definizioni di caso attualmente in studio da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’ha firmata il direttore generale della Prevenzione sanitaria, Giovanni Rezza. Si legge: «Le autorità sanitarie che stanno indagando nel Regno Unito, dove si è verificata la maggior parte dei casi fino ad oggi ritiene, sulla base delle caratteristiche cliniche ed epidemiologiche dei casi in esame, che una causa infettiva sia la più probabile, ed in particolare l’infezione da adenovirus». Però sottolinea il Ministero della Salute, «le infezioni da adenovirus sono comuni e di solito provocano una malattia lieve, con sintomi simili al raffreddore, vomito e diarrea. La maggior parte delle persone infettate da un adenovirus non presenta complicazioni. Gli adenovirus non causano comunemente l’epatite, che è una complicazione rara, nota di solito tra gli individui immunocompromessi». 

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Parlano gli esperti

Tanti gli esperti intervenuti sulla nuova epatite pediatrica. Secondo Annamaria Staiano, presidente della Sip, la Società Italiana di Pediatria, i bambini sono stati infettati da «un adenovirus, simile a quello del raffreddore». Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, si è detto scettico sull’ipotesi di una variante o virus e invita ad indagare «una possibile ragione immunitaria» nel calo di difese dei bambini. Nell’articolo uscito su «La Verità» riprese anche le dichiarazioni di Maurizio Federico, responsabile del Centro Nazionale per la salute globale dell’Iss. «La vaccinazione di massa con vaccini a vettore adenovirale potrebbe aver favorito eventi ricombinatevi con gli adenovirus che tutti noi ospitiamo normalmente», ha ipotizzato l’esperto. «Per mestiere gli adenovirus ricombinano, cioè si scambiano pezzi di genoma. Possono così essere emersi dei virus mutanti, che possono facilmente essere trasmessi per via respiratoria. Questi nuovi virus sarà più facile che facciano danno negli ospiti che ancora non hanno sviluppato immunità naturale, come appunto i bambini», le parole di Federico.

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Epatite acuta nei bambini relazione con Covid e vaccini?

Già su «Science Direct» Federico aveva affrontato le questioni dell’efficacia delle attuali strategie di vaccinazione, dei profili di sicurezza di diversi vaccini. E aveva messo in guardia: «La selezione positiva anche di una singola nuova specie di adenovirus patogeno avrebbe conseguenze imprevedibili e ingovernabili a livello globale».

Se «nell’adenovirus che forse provoca questa epatite pediatrica si trovassero anche poche sequenze dei vettori vaccinali, o peggio di Spike, una simile ipotesi troverebbe conferma», conclude Patrizia Floder Reitter su «La Verità». Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha affermato che «è escluso un legame con il vaccino anti Covid, perché non è disponibile per le fasce di età in cui si sono verificate (le epatiti, ndr). Ed è escluso un legame con il Sars-Cov-2, salvo cross-reattività o una concomitante infezione». L’ipotesi «più verosimile sembra essere l’adenovirus, che in genere non provoca epatiti ma, in concomitanza con un’altra infezione o altri fattori, può causare un danno epatico. Nella maggioranza dei casi è stata identificata positività all’adenovirus. Ma non basta a stabilire una relazione». Leggi anche l’articolo —> Epatite acuta nei bambini, esperta mette in guardia: “Ecco i due sintomi a cui fare attenzione”

 

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