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Fase 3 nuove linee guida dell’Oms, addio guanti: «L’uso può aumentare il rischio di infezione»

Cambiano le linee guida dell’Oms: l’Istituto specializzato Onu per la salute, per la fase 3 del coronavirus, stabilisce nuove disposizioni in tema di mascherine, disinfettanti e guanti. Con importanti novità per quel che riguarda questi ultimi. “L’Oms non raccomanda l’uso di guanti. – si legge sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella sezione dedicata a domande e risposte sui dispositivi per contenere la diffusione del Covid-19 – L’uso di guanti può aumentare il rischio di infezione, dal momento che può portare ad una auto-contaminazione o a una trasmissione ad altri quando si toccano le superfici contaminate e quindi il viso”.

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fase 3 linee guida

Fase 3 nuove linee guida Oms: igiene mani con disinfettanti all’ingresso e all’uscita

Dovranno cambiare nuovamente, dunque, le abitudini dei cittadini: “In luoghi pubblici come supermercati, – si legge pertanto – oltre al distanziamento fisico, l’Oms raccomanda l’installazione di dispenser di disinfettante per le mani all’ingresso e all’uscita”, dal momento che “migliorando ampiamente le pratiche di igiene delle mani, i paesi possono aiutare a prevenire la diffusione del Covid-19”. Si consiglia, in ogni caso, di “contattare le autorità locali sulle pratiche raccomandate nella propria area”. L’aggiornamento delle linee guida – come precisato dal direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus – “si basa su prove in evoluzione e fornisce consigli aggiornati”.

“L’Oms ha sviluppato questa guida – ha affermato il dg – attraverso un’attenta revisione di tutte le prove disponibili e un’ampia consultazione con esperti internazionali e gruppi della società civile”. “Vorrei essere molto chiaro – ha poi sottolineato – che la guida che pubblichiamo oggi è un aggiornamento di ciò che diciamo da mesi: che le maschere dovrebbero essere sempre e solo utilizzate come parte di una strategia globale nella lotta contro il coronavirus. Le maschere da sole non ti proteggeranno”.

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Raccomandazioni per contagiati e isolamento per contatti

Restano le raccomandazioni a non uscire di casa e a contattare il proprio medico per le persone con sintomi di Covid, così come l’isolamento per i contagiati risultati positivi. Questi dovrebbero essere curati in una struttura sanitaria e i contatti sottoposti a quarantena. Qualora si rendesse assolutamente necessario che una persona malata o un contatto lasciasse la propria casa, dovrebbe indossare una mascherina. Anche le persone che si prendono cura di infetti a casa dovrebbero indossare il dispositivo mentre si trovano nella stessa stanza del malato. Allo stesso modo, gli operatori sanitari devono utilizzare mascherine mediche e altri dispositivi di protezione quando trattano pazienti sospetti o confermati Covid.

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Fase 3 linee guida: consigli aggiornati Oms

I consigli aggiornati dell’Oms prevedono che – nelle aree a trasmissione diffusa – all’interno di una struttura sanitaria, l’uso delle mascherine non sia limitato ai lavoratori che si occupano di pazienti affetti da coronavirus, ma a tutte le persone operanti nelle aree cliniche della struttura. Dunque, non solo nei reparti Covid ma anche in tutte le altre divisioni. Nelle aree con trasmissione in comunità, poi, si consiglia l’uso della mascherina alle persone di età pari o superiore a 60 anni in situazioni in cui non è possibile l’allontanamento fisico. Per quel che riguarda il “grande pubblico”, l’Oms consiglia ai governi di incoraggiare a indossare le mascherine nei luoghi cui vi è una trasmissione diffusa e l’allontanamento fisico è difficile: trasporti pubblici, negozi o altri ambienti chiusi o affollati.

Le novità dell’Oms riguardano anche la composizione delle maschere in tessuto. L’organizzazione consiglia che le maschere in tessuto siano costituite da almeno tre strati di materiale diverso. Infine, sottolinea come “le mascherine possono anche creare un falso senso di sicurezza, portando le persone a trascurare misure come l’igiene delle mani e l’allontanamento fisico”. >> Report inchiesta camici Lombardia, le contraddizioni e il conflitto d’interessi sull’acquisto dei Dpi

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