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Federico Ciontoli pubblica il video integrale delle intercettazioni in caserma: è un fiume in piena

Federico Ciontoli è un fiume in piena. Il figlio di Antonio Ciontoli torna a parlare di quella maledetta sera del 17 maggio 2015, quando all’interno della sua casa il fidanzato di sua sorella fu attinto da un corpo di arma da fuoco esploso dal capofamiglia Antonio. La morte di Marco ha per sempre cambiato la loro vita.

Il loro lungo silenzio si è rotto qualche mese fa, quando sia lui che suo padre hanno deciso di rilasciare delle dichiarazioni a mezzo stampa per fornire la loro versione dei fatti su come andarono le cose la notte in cui il povero Marco perse la vita. E l’attacco ai media, alla presunta strumentalizzazione degli atti di indagine al solo scopo di “fare share”, emerge anche da un lungo post social condiviso poche ore fa su Facebook da Federico.

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Federico Ciontoli pubblica il video integrale delle intercettazioni ambientali in caserma

“La mia decisione di iniziare a pubblicare gli atti di causa non è un tentativo di difendermi pubblicamente, ma il tentativo di far sbriciolare quell’immagine che altri hanno creato per me, mentre io non avevo le forze per contraddirli”:

«Penso a Marco tutti i giorni»

“Penso a Marco tutti i giorni. – dice Federico Ciontoli in una recente intervista rilasciata a La Repubblica – Non c’è più niente di bello, a parte Viola che mi è rimasta vicino. Mi sono fidato di mio padre e ho sbagliato, ma in quella situazione non potevo fare diversamente. Ci penso tutti i giorni e tante volte ho pensato seriamente di farla finita. Se vado avanti è solo perché spero che prima o poi qualcuno si decida ad ascoltarmi”.

Poi spiega come per lui, dopo quella terribile notte, sia stato impossibile ricostruire una parvenza di ‘normalità’ nella sua vita. Il pensiero di farla finita, la pressione mediatica, i pedinamenti da parte di diversi giornalisti. “Prima di quella sera studiavo ingegneria, avevo conseguito la laurea triennale. Ho lasciato quegli studi e mi sono iscritto a Filosofia. Ho smesso di cercare lavoro, ho inviato centinaia di curriculum, anche spiegando la mia situazione. Ma non è servito. Ora faccio volontariato in un posto che mi permette di avere cinque euro al giorno per mangiare e un luogo dove dormire”.

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«Provo rabbia nei confronti di mio padre»

La sera in Marco fu ferito, Federico si fidò di ciò che diceva, e indicava loro, suo padre. “Pensavo che Marco avesse un attacco di panico[…] Mi sono fidato di mio padre, era una persona più grande e più esperta di me. Ora so di aver sbagliato, ma in quella situazione non avrei potuto fare altro”.

“Provo rabbia nei suoi confronti, è naturale. Gli rimprovero tante cose, tutte gravi. Se non le avesse commesse, non sarei qui. Però è mio padre. Sa benissimo di aver tolto il fidanzato alla figlia e di aver coinvolto la sua famiglia in questa tragedia. Sono sicuro che non era questo ciò che voleva e lo sta pagando”. Potrebbe interessarti anche —> Federico Ciontoli attacco ai giornalisti: «Colpa della stampa se Marina e Valerio ci odiano»

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