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Festa della bandiera italiana, significato dei tre colori: luoghi comuni e curiosità

«Ricorre oggi il 224° anniversario della Giornata nazionale della Bandiera, il simbolo patrio più caro agli italiani. Durante questi lunghi mesi, così difficili per l’Italia e per il mondo intero, abbiamo provato una grande emozione nel vedere tanti tricolori esposti alle finestre, sulle terrazze e sulle case lungo tutta la Penisola». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della Festa Nazionale del Tricolore, istituita a partire dall’anno 1996 con la legge nº 671.

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Festa della bandiera italiana, significato dei tre colori: luoghi comuni e curiosità

«Il Tricolore, come forse mai accaduto di recente in maniera così intensa, ha saputo rappresentare la nostra identità, il sentimento di coesione di un popolo che vuole guardare avanti, senza dimenticare le sofferenze provocate dalla pandemia, ma con la volontà di ripartire», ha dichiarato in una nota diffusa dall’Ansa Sergio Mattarella. «La Bandiera, espressione della nostra storia incarna oggi gli alti valori indicati dalla Carta costituzionale: unità, libertà, democrazia, solidarietà. Dal Risorgimento ai momenti più tragici e a quelli più entusiasmanti del nostro percorso nazionale, il Tricolore ha sempre ispirato speranza e fiducia e spinto gli italiani a trovare la forza necessaria a risollevarsi, insieme ai popoli che hanno scelto di dar vita all’Unione Europea e alla comunità internazionale a cui apparteniamo, perché solo uniti riusciremo a superare le avversità.Viva il Tricolore, viva la Repubblica», ha affermato il capo dello Stato.

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La vera storia: tra miti e luoghi comuni

Ma che significato ha la bandiera italiana? Che stanno ad indicare il verde, bianco e rosso? Facciamo un passo indietro. Il nostro tricolore, quale bandiera nazionale, nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”. Nell’Italia del 1796, attraversata dalle vittoriose armate napoleoniche, le tante repubbliche di ispirazione giacobina adottarono quasi tutte, seppur con varianti di colore, bandiere caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni. Questo spiega la somiglianza tra il nostro tricolore e quello francese, che fece da modello a partire dal 1790.

I vessilli reggimentali della Legione Lombarda presentavano i colori bianco, rosso e verde, fortemente radicati nel patrimonio collettivo di quella regione. Difatti il bianco e il rosso comparivano nell’antichissimo stemma comunale di Milano, mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese. Quei colori furono adottati negli stendardi della Legione Italiana, che raccoglieva i soldati delle terre dell’Emilia e della Romagna. Ed è questa la ragione per cui i tre sono stati confermati dalla Repubblica Cispadana. Dopo la disfatta di Napoleone e il seguente congresso di Vienna il tricolore fu soffocato dalla Restaurazione, ma continuò ad essere innalzato, quale emblema di libertà.

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Festa della bandiera italiana, il tricolore riconosciuto ufficialmente il 27 dicembre 1947

Quel tricolore riaccese l’entusiasmo di poeti, scrittori e musicisti. “Raccolgaci un’unica bandiera, una speme”, scrive, nel 1847, Goffredo Mameli nel suo Canto degli Italiani. Non ci volle molto: quella bandiera diventò il simbolo del riscatto, il desiderio di rivalsa, che caratterizzò le tre guerre di Indipendenza. Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia e la bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d’indipendenza. Ma soltanto nel 1925 si definirono, per legge, i modelli della bandiera nazionale e quella di Stato. Il tricolore venne indicato ufficialmente come bandiera nazionale della Repubblica Italiana il 27 dicembre 1947 con l’articolo 12 della Costituzione. Il corretto uso della bandiera è sancito, tra l’altro, da una legge che disciplina le modalità di esposizione e la difende da atti di vilipendio (articolo 292 del codice penale).

La versione comune che il tricolore richiami il verde delle montagna, il bianco delle nevi e il rosso della lava dei vulcani e il sangue dei martiri non è vera? Beh, è una delle tante. Essa trae origine dal discorso che fece Carducci in occasione del centenario della nascita della bandiera italiana. Il poeta paragonò, infatti, il tricolore a “le nevi delle alpi, l’aprile delle valli, le fiamme dei vulcani”. Accanto alla tesi ufficiale, citata sopra, vi è anche una versione di carattere religioso, vale a dire l’accostamento alle tre virtù teologali fede, speranza e carità. Leggi anche l’articolo —> Joe Biden, aneddoto particolare riemerge dal passato: lo stesso disturbo di Giorgio VI

Per saperne di più il sito ufficiale del “Quirinale”. 

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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