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Filippo Rossi (Buona Destra): “Tutti i partiti hanno fallito, sovranismo populista virus letale”

C’è da alcuni mesi un fermento nuovo nell’alveo della destra italiana. Protagonista, in un silenzioso ma energico lavoro di costruzione identitaria, Filippo Rossi con la sua Buona Destra. Il nuovo movimento politico fondato dal giornalista ed intellettuale, direttore artistico del Festival Caffeina e in passato alla guida di Fare Futuro magazine, cresce in tutta Italia. Dopo il via ufficiale di questo autunno, si moltiplicano i comitati locali della Buona Destra, da nord a sud.

Filippo rossi buona destra

Obiettivo costruire un partito moderno, aperto, di destra, ma in netta contrapposizione con il populismo sovranista: il “virus”, come lo chiama Rossi, che ha contagiato e minato le fondamenta del centrodestra italiano, spinto dalla politica qualunquista e senza progettualità del duo Salvini-Meloni.

Filippo Rossi (Buona Destra): “La buona politica è la grande assente di oggi in Italia”

Rossi parte da un assunto. La Buona Destra è prima tutto buona politica, quella che oggi latita a destra come a sinistra. “Il livello dei partiti italiani – osserva Rossi – è sceso così in basso che si fa indicare la giusta strada politica dal rappresentante del mondo delle imprese”. Il riferimento è alle parole di qualche giorno fa del numero uno di Confindustria Bonomi. “Questa incapacità progettuale – prosegue il leader della Buona Destra – questa carenza di visione e soprattutto questa assenza di decisionismo sono le cose che preoccupano maggiormente”

“Ha ragione il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, nella sua spietata analisi sull’Italia dei veti”, afferma Rossi. “La buona politica, specie nel momento particolare in cui viviamo, impone ora di smetterla di dire sempre no a tutto. Perché questo ostruzionismo militante, assolutamente bipartisan. E’ il cancro che da anni si sta mangiando la nostra economia e le nostre possibilità di crescita”.

“La politica – conclude il leader della Buona Destra – deve cambiare atteggiamento e attuare da subito e con coraggio le riforme che servono al’Italia non solo per superare l’incubo COVID, ma per scrollarsi di dosso quella mentalità piccola che ha bloccato per decenni il nostro Paese. Ha ragione Bonomi: bisogna farlo subito, non c’è alternativa. Con coraggio e decisione. Perché è la politica che deve tornare a scegliere”.

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filippo rossi buona destra

Per la Buona Destra “politica è concretezza e costruzione, sovranismo populista virus mortale”

Il fondatore della Buona Destra prosegue la sua analisi concentrandosi sull’area politica cui appartiene il nuovo movimento. Il centrodestra è un’esperienza finita, va ripetendo da tempo Rossi. Per questo ci vuole una rinascita, dal basso, sostenuta da un progetto politico ampio e solido, capace di immaginare la costruzione del futuro dell’Italia. Rossi conferma a UrbanPost che in tutta Italia “stanno nascendo i comitati per la Buona Destra: per ricominciare a ragionare politicamente senza il virus mortale del sovranismo populista”.

“Un’opportunità storica a disposizione dei partiti per fare un bagno di umiltà e capire finalmente cosa sia davvero la politica”, osserva Rossi che insiste sul patriottismo di questa visione. “I partiti colgano l’occasione e facciano propria la lezione di Mario Draghi”, dice. “Se i partiti, tutti i partiti, dopo la parentesi continuassero a ragionare politicamente a furia di becera propaganda, di bandierine ideologiche, di steccati identitari, questi mesi non saranno serviti a nulla”.

Ma Rossi si rende conto perfettamente dell’inadeguatezza degli attuali attori politici a destra, incapaci di comprendere la lezione che ha portato al nuovo governo guidato dall’ex presidente Bce. E con lui le migliaia di persone che stanno aderendo alla Buona Destra, un universo liberale e modernista rimasto ai margini per troppo tempo. “E’ evidente come Giorgia Meloni e Matteo Salvini non intendano imparare nulla dall’esempio di Draghi”, dice Rossi. “Anzi, in modo e forme diverse, stanno proseguendo in un cupio dissolvi della buona politica solo per rincorrere paure, odi, rancori e interessi particolari senza il coraggio della responsabilità di governo. Un coraggio che è tutto patriottico”, conclude.

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