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Fondazione Gimbe: “Italia tutta gialla a breve? Così non si controlla l’epidemia”

Italia zona gialla. L’ipotesi di un’Italia ‘tutta gialla’ in tempi brevi è “più un desiderata della politica che una strategia di controllo dell’epidemia”. A poche ore dalla firma del nuovo Dpcm che “dovrebbe guidare i nostri comportamenti sino alla fine delle festività natalizie”, la Fondazione Gimbe chiede al Governo di mantenere la linea del rigore.

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Italia zona gialla, la Fondazione Gimbe: “Evitare nuova inversione della curva del contagio”

La Fondazione guidata dal medico Nino Cartabellotta insiste dunque sulla linea del rigore. “Per evitare una nuova inversione della curva del contagio ed aumentare la pressione, già intensa, sugli ospedali dove i professionisti sanitari sono al limite dello stremo”, sottolinea lo stesso Cartabellotta, che oggi ha diffuso il consueto report settimanale con i numeri di Covid in Italia.

“Chiediamo inoltre di rivedere le tempistiche per ridurre l’intensità del colore delle Regioni: i dati confermano infatti che due settimane di ‘osservazione’ sono insufficienti per valutare un miglioramento tangibile – afferma Cartabellotta – sulla curva dei contagi e, soprattutto, sui tassi di ospedalizzazione”.

Il report settimanale della Fondazione Gimbe sulla pandemia in Italia: “Timidi segnali di rallentamento”

Frenano i contagi di Covid-19 in Italia, ma gli attualmente positivi sfiorano quota 780.000. Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe nella settimana 25 novembre-1 dicembre conferma “timidi segnali di rallentamento dell’epidemia”. “Le restrizioni funzionano, ma il colore delle regioni sbiadisce troppo in fretta”, si sottolinea.

Rispetto alla precedente, i nuovi casi sono passati da 216.950 a 165.879, a fronte di un calo dei casi testati (672.794 contro 778.765) e di una riduzione del rapporto positivi/casi testati (24,7% rispetto al 27,9%). Calano del 2,3% i casi attualmente positivi: da 798.386 a 779.945. Sul fronte degli ospedali, rileva il rapporto Gimbe, diminuiscono sia i ricoveri con sintomi (32.811 rispetto a 34.577, -5,1%) che le terapie intensive (3.663 contro 3.816, -4%). A questa buona notizia fa da contraltare il dato dei decessi, ancora in aumento: 5.055 rispetto a 4.842 della settimana precedente, +9,9%.

Si rileva “una sensibile riduzione dei casi testati, -13,6%”, commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Se il calo dei nuovi casi da un lato è dunque “attribuibile all’effetto delle misure introdotte, dall’altro risente dell’inspiegabile riduzione di quasi 106 mila casi testati”. I tamponi sono stati 85.654 in meno (-5,8%). >> Tutte le notizie sul Coronavirus

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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