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Friuli Venezia Giulia, zona gialla sempre più vicina: chiesto incontro urgente con il governo

Sembra proprio che l’Italia possa presto tornare al sistema dei colori. Una Regione su tutte sarebbe in procinto di passare in zona gialla per l’aumento di contagi da Covid-19. Un incubo che si ripete: purtroppo nel nostro Paese si registrano oltre 10mila positivi al giorno. Un dato senza dubbio allarmante, che costringe l’esecutivo a correre ai ripari. Tante le ipotesi in ballo, tra cui la possibilità di ragionare su due binari: un lockdown non generalizzato, ma solo per i non vaccinati.

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Friuli Venezia Giulia zona gialla

Friuli Venezia Giulia, zona gialla sempre più vicina: chiesto incontro urgente con il governo

Desta preoccupazione la situazione in Italia. C’è una regione che a partire dal 29 novembre 2021 potrebbe tornare in zona gialla.  È il caso del Friuli Venezia Giulia, che potrebbe godere dell’ultima settimana in bianco. «Sì, ma insomma quella dopo sarebbe in zona gialla a meno di un drastico calo delle ospedalizzazioni», ha detto a Rai Radio1, ospite di «Un Giorno da Pecora», il presidente del FVG e presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga. «Abbiamo chiesto incontro urgentissimo al governo, ci incontreremo lunedì o al massimo martedì», ha detto il governatore al programma condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Non ha risparmiato qualche critica Fedriga: «Piuttosto che mandare in televisione attori o personaggi famosi che dicono di essersi vaccinati meglio uno spot che spieghi come funziona e quanto è sicuro il vaccino». 

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Cosa dicono i dati della Fondazione Gimbe

Per l’analisi della Fondazione Gimbe, l’incidenza sale a 638 casi ogni centomila abitanti a Trieste e a 369 a Gorizia. Quest’ultima è al terzo posto tra le zone con la più alta incidenza, alle spalle di Bolzano (402). Per la Fondazione Gimbe, Friuli Venezia Giulia e Bolzano «sono molto vicini alla zona gialla». Difatti, oltre all’incidenza settimanale ampiamente sopra 50 casi per 100.000 abitanti, «presentano entrambi i tassi di occupazione ospedaliera superiori o prossimi alle soglie del 15% in area medica e del 10% in terapia intensiva». Il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta ha sottolineato: «Bisogna tenere conto che l’attuale sistema per l’assegnazione dei colori alle Regioni è stato elaborato quando non esistevano dati sul declino della copertura vaccinale, né sulla necessità della terza dose. Con queste regole, durante i mesi invernali di aumentata circolazione virale, nelle Regioni con coperture vaccinali più basse e/o in ritardo sulla somministrazione della terza dose c’è il rischio di sovraccaricare gli ospedali senza cambiare colore». Leggi anche l’articolo —> Ultimo monitoraggio Iss: crescono incidenza e ospedalizzazioni, stabile l’indice Rt

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