Furto con scasso nell’appartamento della Curia in piazza Duomo a Firenze, dove vive, insieme al nipote, il cardinale Ernest Simoni, 97 anni, sopravvissuto al regime comunista albanese e creato porporato da Papa Francesco dieci anni fa.

Muro sfondato con gli scalpelli
I ladri sono entrati in azione forzando gli ingressi e sventrando un muro con degli scalpelli, poi abbandonati sul pianerottolo, portando via un bottino stimato intorno ai 30mila euro tra contanti, oggetti in oro e preziosi. La notizia è riportata dal Corriere Fiorentino.
Il cardinale a Londra per un incontro con re Carlo
Al momento del raid, avvenuto presumibilmente in pieno giorno, in casa non c’era nessuno. Il cardinale Simoni si trovava a Londra per un incontro con re Carlo, mentre il nipote Tonin e la moglie erano usciti intorno alle 13 per recarsi nel loro ristorante in Borgo Albizi, rientrando soltanto alle 23 per fare la drammatica scoperta della casa a soqquadro e della porta blindata compromessa.
Lo sconcerto del nipote
Il nipote Tonin Simoni si è detto sconvolto per l’accaduto, raccontando al Corriere Fiorentino di sentirsi al sicuro in quella zona della città e definendo un vero e proprio scempio quanto compiuto dai ladri in pieno centro storico. I malviventi hanno agito con calma, impiegando tempo per demolire parte della parete e frugare tra armadi e valigie, senza che nessuno, nemmeno il monsignore che abita al piano di sotto, si accorgesse di nulla.
Le indagini dei carabinieri
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la sezione investigazioni scientifiche per i rilievi di rito. Gli inquirenti stanno ora passando al setaccio le numerose telecamere di sorveglianza attive nella zona. Tra la refurtiva sottratta figurano anche la carta di soggiorno del cardinale e alcuni ricordi di famiglia.
La reazione del cardinale: “Poco male”
Avvisato telefonicamente a Londra, Simoni ha mostrato una reazione di profondo distacco dai beni materiali. Secondo quanto raccontato dal nipote, il suo primo pensiero è andato alle statue religiose custodite nella propria stanza, chiedendo notizie in particolare della statua della Madonna di Medjugorje e di Padre Pio. Rassicurato sul fatto che le statue fossero rimaste intatte, il cardinale avrebbe commentato che, in tal caso, il danno subito sarebbe da considerarsi di poco conto.
Fonte: Adnkronos, con ricostruzione del Corriere Fiorentino