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Intervista al medico di base Gaetano Montalbano: «Curare il Covid a casa? Si può»

Abbiamo raggiunto telefonicamente Gaetano Montalbano, ex sindaco di Nocera Superiore, nonché medico di famiglia e sportivo, che sin dalla prima ondata di Covid-19 ha curato i suoi pazienti a domicilio. Non l’ho mai visto da vicino, non gli ho stretto la mano, ma la voce piena, con uno spiccato accento del Sud, mi ha suggerito sin da subito l’immagine di un dottore di altri tempi, un Andrew Manson 2.0, il medico de ‘La cittadella’ di Archibald Joseph Cronin, che ha ispirato l’omonimo sceneggiato con Alberto Lupo. E di pazienti da curare nell’Agro nocerino il dottor Montalbano ne ha tantissimi.

gaetano Montalbano

Terminata l’intervista mi ha confidato di dover andare a fare altre tre visite domiciliari. Prima di parlare con me era stato invece da una famiglia, cinque persone, che oltre al mal di testa, non presentavano altri sintomi. Eppure la diagnosi è stata feroce: Covid, tutti positivi. «Questo virus è subdolo, non si manifesta sempre secondo un cliché, che è quello che descrivono in televisione. Ha una molteplicità di forme, per questa ragione è facile cadere in un errore di valutazione. Da qui c’è stata la mia preghiera, la mia esortazione, affinché si eseguissero tamponi antigienici rapidi a tappeto affidando il tutto ai medici di medicina generale. Perché solo in questo modo si può avere una tracciatura completa di tutta la popolazione italiana e gli stessi medici possono stabilire, di volta in volta, a seconda della positività di un antigienico rapido, che poi va confermato col molecolare, l’isolamento e la quarantena». 

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Gaetano Montalbano: «Curare il Covid a casa? Si può. La chiave per uscirne il tracciamento»

D: “Dottore, lei è la prova vivente che è possibile curare il Covid-19 a casa”. 

R: «L’unica cosa che possiamo cercare di fare è evitare i ricoveri ospedalieri perché altrimenti si aggravano i pronto soccorsi», su questo punto il dottor Gaetano Montalbano è fermo. A proposito del problema del tracciamento mi ha detto: «Le Usca (Unità Speciali di Continuità assistenziale) hanno ragione di esistere proprio per la carenza nel nostro paese di medici, sprovvisti di dpi per poter fare visite a domicilio. Però a mio avviso il tracciamento andrebbe affidato ai medici di base: la differenza è sostanziale. Sarebbe tutto molto più semplice: oggi abbiamo le mail di richiesta da parte del medico di famiglia o la presentazione della domanda attraverso la piattaforma regionale dedicata al Covid. Non è più come nel mese di marzo in cui la Asl segnalava al comune di residenza o la positività o il rientro da una delle regione a rischio, ossia di soggetti potenzialmente portatori di virus. Questo per dire che affidare ai dottori di Medicina Generale l’esecuzione dei tamponi antigienici rapidi renderebbe il tracciamento assai più facile. Solo in questo modo forse riusciremo a smetterla di rincorrere il virus. Io non sono un luminare, non sono un professore, ma ho oltre 40 anni di esperienza alle spalle. L’errore madornale commesso in questi mesi è quello di continuare a giocare al gatto e al topo. Il virus va fermato e per farlo occorrono scelte di indirizzo. Per evitare il dilagarsi del contagio occorre monitorare le realtà del territorio. E tutto questo è possibile solo grazie al tracciamento». 

gaetano Montalbano

«È sbagliato mandare in confusione la gente comune, anche perché è controproducente»

D: “In tv ne sentiamo davvero tante… Dove abbiamo sbagliato?” 

R: «Io ho parecchi pazienti pauci sintomatici in terapia domiciliare, in ossigeno terapia e terapia antibiotica. Si dice tutto e il contrario di tutto in tv, è vero, ma le assicuro che è possibile curare il Covid-19 anche a casa. Io quelli che affollano le tv mi diverto ogni tanto ad ascoltarli, ma poi come fa la maggior parte dei cittadini abbandono. È sbagliato mandare in confusione la gente comune, anche perché è controproducente. Può sortire l’effetto contrario, ossia portare il cittadino a sottovalutare la patologia, ad avere poca fiducia nella scienza e ad avere comportamenti scorretti. Tutto derivato dal fatto, me lo lasci dire, che non c’è un’unica voce che parla. Io non voglio tornare indietro nel tempo, ma all’inizio qualcuno aveva anche detto di non usare la mascherina, sottolineando che era sufficiente lavarsi le mani. Assurdo». 

D: “Lei cosa farebbe per limitare il contagio?” 

«Abbiamo bisogno di una strategia diversa: isolamento dei positivi, la ricognizione e dunque il tracciamento. Si possono fare 60milioni di tamponi? Quando arriverà l’ondata influenzale che non c’è stata ancora che cosa succederà? Correranno tutti all’ospedale. Da evitare… Questo metterà in crisi il sistema sanitario in toto. Molti miei colleghi sono morti, mi sembra doveroso dirlo. Io sono andato a fare visite da solo, mi sono munito di tuta mono uso, mascherina, occhiali. Ne ho fatte diverse. Molte di queste persone sono vive. Non sono nessuno, ma io credo che non si dovrebbe lasciare troppa libertà alle Regioni di decidere. Coi “se” e “ma” non si va da nessuna parte, ma se avessimo chiuso tutto per tre settimane, mantenendo in vita solo le attività produttive, facendo i tamponi ai lavoratori, probabilmente non staremo a questo punto». 

gaetano Montalbano

D: “Dunque non è solo colpa dei cittadini…”

R: «Non dobbiamo seminare il panico, ma l’età non è quella degli ultra 65. Il virus non risparmia nessuno. Tutto dipende dalla carica virale che arriva addosso ad un soggetto, non solo varia da organismo ad organismo. Sono informazioni che vanno date in modo corretto. Le persone hanno bisogno di sapere che la situazione è grave, che non esiste una terapia risolutiva. Sento dire dai miei pazienti: Trump si è curato, è stato bene dopo tre giorni. Quella che ha fatto Trump probabilmente è una terapia che costa molto… Ecco si sta diffondendo in mezzo ai cittadini un feroce malcontento su questo. Le persone ricche vengono curate e gli altri no? Dobbiamo smentire, non è vero. Se c’è un farmaco che funziona deve essere per tutti. E usato nei giusti tempi! Tutti i pazienti vengono curati allo stesso modo, così è e così deve essere. Il buon viatico è la fiducia nel sistema sanitario italiano. Questo mi preme sottolinearlo». 

D: “Rimettiamo al centro del sistema sanitario la figura del medico di famiglia?” 

«Le dico di più: il ministro della Salute ha firmato un accordo con i medici di medicina generale secondo cui questi ultimi dovrebbero fare i tamponi antigienici rapidi. Di tali tamponi antigienici rapidi però sono rimaste solo 1 milione e mezzo di scorte, se diviso per 60mila medici di famiglia, quanto fa? Parliamo di 25 tamponi a testa. Come farò a scegliere? E perché? Non siamo  i medici che scrivono le ricette, lo Stato dovrebbe capirlo: molti di noi hanno tenuto in piedi la baracca. L’età dei medici di famiglia è over 60. E non abbiamo ancora ricambio: non abbiamo più specialisti e andiamo a reclutare medici in pensione. È assurdo! L’unico sistema sul territorio è e deve essere quello dei medici di famiglia». 

D: “Però, dottore, alcuni medici di famiglia non se la sono sentita di andare a fare le domiciliari…”

«Ma guardi io lo so che alcuni hanno fatto un passo indietro, magari per paura. Per legge chi ha problemi di salute progressi può rinunciare. Fare il tampone rapido nello studio non dovrebbe essere così difficile: innanzitutto perché avviene al di fuori dell’orario e su appuntamento. Se uno ha la tuta, mascherina etc. quali sono i rischi? Per fare un tampone ci vogliono poi meno di dieci minuti. Dunque? Più di sei persone in un’ora non si può. Se un buon medico si organizza riesce a dare 16 ore di disponibilità a settimana e questo vuol dire più tamponi e maggior tracciamento. Io sarei disponibile anche il sabato, la domenica. Perché per me è fondamentale questo, scoprire anche gli asintomatici. Fino a quando non arriverà il vaccino la sola strada, lo ripeto, è il tracciamento”. 

gaetano Montalbano

D: “Un italiano su 3 è disposto a sottoporsi al vaccino anti Covid. Siamo in ritardo con una campagna vaccinale adeguata? Lei che ne pensa?”

R: «Non possiamo dirlo. Il vaccino deve superare le organizzazioni degli organi di controlli. Ma io mi chiedo da cittadino ci sono i frigoriferi per conservarlo e trasportarlo? Credo bene che ci sia una buona porzione di persone che non ha fiducia. Stesso discorso tra l’altro avvenuto negli anni addietro per il vaccino anti influenzale. Ma ora l’abbiamo superata… La chiave resta sempre la chiarezza».

Napoli infermiere covid

Gaetano Montalbano medico di base e sportivo: «Non ho sentito nessuno in televisione dire questo: “Non abbiate paura di sottoporvi al tampone”»

D: “Da quando circola il Coronavirus in Italia?”

R: «Il Covid-19 esiste da ottobre 2019, posso confessarlo. Mi sono trovato dinnanzi una polmonite stranissima, mai vista. Fino a dicembre 2019 ne ho viste 14, 15 persone così, in questo stato. Ad alcune ha detto bene: sono state trattate a domicilio con un vecchio farmaco, l’aspirina per via endovenosa. Alcuni medici non la usano, io sì». 

D: “Se scopro di essere positiva cosa devo fare e cosa no?” 

«In isolamento subito, anche se asintomatica. Alla prima comparsa dei sintomi, cefalea, scariche di diarrea, mal di testa, bruciore di stomaco. Il Covid, l’abbiamo detto, si presenta sotto varie sembianze. Se compare la febbre un analgesico. I pazienti si curano con una terapia con azitromicina, che è antibiotico. Se è necessario il cortisone anche, ma dopo 3 giorni. E poi grandi quantità di vitamina C e D. Se i sintomi sono più seri sono necessari l’eparina e l’ossigeno terapia. Ah e ovviamente tutti i contatti in quarantena».

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D: “La vinciamo questa battaglia, dottore?” 

R: «Eh. Le persone devono capire che il virus sopravvive se trova un organismo dove alloggiare. Se si blocca la diffusione mediante gli isolamenti il Covid ha poca speranza di esistere ancora. Bisogna poi non avere vergogna di dire di essere positivi, perchè molte persone hanno paura di essere considerati untori. Non ho sentito nessuno in televisione dire questo: “Non abbiate paura di sottoporvi al tampone”. Al contrario, le persone vorrebbero nascondersi. Invece no: chiunque può prendere il virus: uno anche se asintomatico lo deve dire. Saranno queste persone coraggiose, me lo lasci dire, a spezzare la catena del contagio». 

D: “È fiducioso?” 

R: «La terapia con il plasma è una di quelle che funziona bene. Sono speranzoso, anche il vaiolo, lei forse non ricorda perché giovane, si curò così». 

D: “La ringrazio. Forse la ricontatterò. Il paese ha bisogno di medici come Lei”. 

«Io ho sempre il telefono acceso, anche di notte. E se necessario esco. Noi abbiamo fatto un giuramento, ci siamo laureati per essere al servizio della salute delle persone. E quando i pazienti hanno fiducia e sanno di trovarti sempre e in ogni momento è diverso».

D: Cosa l’ha fatta arrabbiare in questi giorni?  

«I bambini lontani dai nonni? Quelli che portano avanti le famiglie sono i nonni. Grazie a loro il paese va avanti, non solo da un punto di vista economico. Sono portatori di stile di vita, di valori. Bisogna stare attenti, certo, prendere tutte le precauzioni possibile. Vietato abbassare la guardia».  

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