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Gas russo, dopo la strage di Bucha l’Europa pensa all’addio a Mosca: sanzioni e razionamenti

Gas russo – La strage di Bucha spinge l’Europa a prepararsi all’ipotesi più estrema: il boicottaggio delle forniture da parte di Gazprom, la società russa numero uno al mondo per la produzione e vendita di gas naturale. È l’azienda che rappresenta il principale fornitore dei Paesi Ue, di cui copre ogni anno tra il 35 e il 40% del fabbisogno totale. Come scrive Luca Pagni su «La Repubblica» già da qualche settimana Bruxelles era al lavoro per spezzare la catena di dipendenza da Mosca, ma gli ultimi episodi porterebbero portare ad una brusca accelerazione. A ciò si aggiunge la minaccia di Mosca di pretendere il pagamento in rubli.

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Gas russo, dopo la strage di Bucha l’Europa pensa all’addio a Mosca: sanzioni e razionamenti

I singoli governi si stanno organizzando per chiudere i rapporti commerciali con lo zar Vladimir Putin. In un articolo uscito su «La Repubblica» Pagni ha descritto i piani di emergenza dei vari Paesi dell’Ue per far fronte alla mancanza del gas russo. Non siamo lontani da “uno stato di allerta o pre-allerta”, osserva il giornalista, che elenca i provvedimenti che potrebbero essere presi dagli esecutivi già nelle prossime ore. Preziose in questa fase le telefonate continue tra Parigi, Bruxelles, Berlino, Roma, Madrid. Dopo il vertice con la Cina, dove Xi che ha auspicato che Cina e Ue «lavorino insieme per stabilizzare un mondo turbolento», è chiara la posizione di Bruxelles: «I governi europei sono compatti», non cederanno ad alcun ricatto di Putin.

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Cingolani: «Noi siamo in preallerta da un mese»

Partiamo dall’Italia. «A differenza di altri Paesi, noi siamo in preallerta da un mese. Significa che monitoriamo giorno per giorno l’andamento delle forniture di gas. E al momento il gas continua ad arrivare regolarmente, persino superiore ad un anno fa», aveva rassicurato il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani sabato scorso in un’intervista concessa a «Il Corriere della Sera». Il governo Draghi ha detto che non ci sarebbe alcun problema per l’Italia ad interrompere ogni legame con Mosca. Bisogna ovviamente trovare delle valide alternative, ma l’esecutivo è già al lavoro: il ministro degli esteri Luigi Di Maio è nel Caucaso dove ha ottenuto 2 miliardi di metri cubi di gas in più dall’Azerbaijan, mentre l’ad dell’Eni Claudio Decaslzi ieri era ad Algeri per discutere un aumento dell’export. Cingolani l’ha spiegato a chiare lettere: si va verso la bella stagione, i consumi si abbassano; l’Italia non corre alcun rischio.

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La situazione di Germania, Austria, Spagna e Portogallo

Germania e Austria hanno dichiarato il primo livello di allarme, con gli operatori che devono informare ogni giorno sul valore delle forniture. Si dovesse arrivare al secondo livello si passerebbe ad una distribuzione razionata del gas. Spagna e Portogallo godono di una situazione diversa:  il loro mercato energetico è meno collegato con il resto dell’Ue. I due Paesi hanno ottenuto da Bruxelles la possibilità di mettere un tetto al prezzo del gas: 30 euro al megawattora, contro un prezzo al momento sopra i 110 euro.

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Gas russo, la strage di Bucha spinge l’Ue ad accelerare

Più delicata la posizione della Francia, che invita i cittadini e le imprese a moderare i consumi. “Il governo di Parigi, che ha imposto un tetto massimo alle bollette dell’energia, è alle prese con i problemi del suo parco di centrali nucleari: 27 dei 56 reattori sono in manutenzione. Il che costringe la Francia a importare energia dai Paesi confinanti”, spiega Pagni. Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto nuove sanzioni contro la Russia dopo la strage di Bucha e ha parlato della necessità di coordinarsi con gli alleati europei, “in particolare con la Germania” e specialmente su “carbone e petrolio”. “Ci sono indizi molto chiari che indicano crimini di guerra in Ucraina”, ha affermato, dopo un messaggio su Twitter nelle scorse ore. “L’esercito russo sembra responsabile e i responsabili dovranno pagare”, ha aggiunto. Una situazione decisamente allarmante. In queste ultime ore lo staff di Draghi ha smentito ogni ipotesi che sta circolando su social e media di varia natura su possibili stati di emergenza o economie di guerra. “Permane lo stato di preallerta che comporta il costante monitoraggio della situazione”, dice Palazzo Chigi. Leggi anche l’articolo —> Gas russo, Cingolani illustra il piano del governo per sostituirlo: rincari e strategie

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