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Possibile stop del gas russo, Europa lavora ad un piano: cosa può accadere in Italia

Gas russo – La Commissione Europea prepara un piano di emergenza sul gas pronto a scattare qualora la Russia dovesse tagliare le forniture di metano all’Ue, come ha già fatto con Polonia e Bulgaria. La strategia, riporta lo spagnolo El Paìs, sarà presentata il 18 maggio. Essa comporta misure di emergenza che interesseranno tutti i Paesi membri dell’Ue: in sostanza le nazioni che dispongono di altre fonti di approvvigionamento, come la Spagna, che ha una buona capacità di rigassificazione, dovranno condividere il loro gas con i Paesi colpiti dai tagli operati da Putin.

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Possibile stop del gas russo, Europa lavora ad un piano: cosa può accadere in Italia

L’imprevedibilità del conflitto in Ucraina costringe l’Unione Europea ad elaborare un piano. In affanno soprattutto quei Paesi come l’Italia fortemente dipendenti dal gas russo. Come ricordato anche dal ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, «se le forniture di gas non saranno interrotte nei prossimi sei mesi, avremo un inverno tranquillo. Se si dovessero interrompere prima, arrivare all’inverno con gli stoccaggi vuoti sarebbe un problema». E bisogna sul serio ragionare su come scongiurare la possibilità di restare a secco. Per tentare di evitare il razionamento dell’energia, già diversi Paesi membri hanno adottato misure di contenimento dei consumi, come incentivare il trasporto pubblico o l’abbassamento delle temperature negli edifici. Secondo El Paìs la Commissione è decisa ad utilizzare il regolamento sulla sicurezza delle forniture del 2017, per imporre misure che garantiscano l’arrivo del gas agli utenti protetti di tutti i Paesi. Un modo per mitigare gli eventuali effetti di uno stop da Mosca.

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Gli effetti, cosa dice il regolamento del 2017

Secondo il regolamento del 2017, ciascun Paese colpito può dichiarare un’emergenza a livello nazionale, ma può anche invocare la clausola di solidarietà, che obbligherebbe i Paesi vicini ad aiutarlo. “Le prime misure sarebbero di carattere volontario, dirette a ridurre il consumo nel settore industriale. Ma, in caso di emergenza, gli Stati dovranno imporre il razionamento o la sospensione delle forniture, sia per coprire la domanda dei propri clienti essenziali (famiglie e servizi sociali essenziali) sia per aiutare i Paesi vicini a coprire la domanda della stessa fascia di utenza. Si darebbe inoltre priorità all’uso del gas per la produzione di elettricità e il trasporto di metano per l’uso immediato prevarrebbe sul riempimento delle scorte in vista dell’inverno”, spiega l’«Adnkronos». Da qui una conclusione di «Libero» che rilancia la notizia: “Insomma se l’Italia riempisse gli stoccaggi più di Germania o Francia non avrebbe vantaggi visto che, con la clausola solidale, dovrebbe girare il gas a chi è più in crisi”. Leggi anche l’articolo —> Cosa si nasconde dietro la missione di Draghi negli Usa: perché l’Italia gioca ora un ruolo chiave

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