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George Soros, c’è lui dietro le proteste della Black Lives Matter?

In questi giorni le proteste negli USA, dopo la morte del 46enne afroamericano George Floyd per mano della Polizia di Minneapolis, sono sempre più numerose. Dietro queste proteste c’è la Black Lives Matter (Le vite nere contano), un movimento attivista internazionale, originato all’interno della comunità afroamericana, impegnato nella lotta contro il razzismo, perpetuato a livello socio-politico, verso le persone di colore. Diverse persone, tra cui l’ex commissario di polizia di New York City, Bernard Kerik, come riportato da Next, sostengono che queste proteste non sono del tutto spontanee, ma organizzate. Chi ci sarebbe teoricamente dietro tutto questo? Un nome in particolare è saltato fuori, ovvero quello di George Soros.

George Soros

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Chi è George Soros?

A quanto pare c’è chi afferma che le proteste che in questi giorni stanno dilagando in America dopo la morte di George Floyd siano ben organizzate e che dietro tutto questo ci sia il nome di George Soros. Chi è? George Soros è un imprenditore ed economista. Inoltre è Presidente del Soros Fund, dell’Open Society e fondatore e consigliere del Quantum Group. Infine, è una persona attiva anche politicamente. Dunque un personaggio complesso che secondo molti starebbe dietro la BLM. Addirittura, su Twitter, c’è chi, come riportato da Next, ha pubblicato un listino prezzi che prevederebbe 200 euro al giorno per fare l’anarchico. Un utente ha twittato: «Questa è l’agenda di Soros per quanto riguarda l’America….. si compiace per il suo lavoro di distruzione….. e lo fa anche in altri paesi del mondo! Fermatelo! Isolatelo! È un pazzo criminale!» e ancora: «Chi è il regista del caos??? SOROS!»

Soros Twitter

Cosa c’è di vero in tutto questo?

Nel 2015, dopo l’omicidio di Michael Brown da parte di un agente di polizia a Ferguson, David Mikkelson su Snopes aveva spiegato la storia dei 33 milioni di dollari di Soros ai manifestanti. Snopes, come riportato da Next, aveva dichiarato: «Sebbene George Soros sia il fondatore e il presidente dell’OSF, ovviamente non supervisiona né approva personalmente ogni singola sovvenzione concessa dalla rete dell’OSF alla moltitudine di organizzazioni e programmi che la rete aiuta a finanziare. Inoltre, la cifra di 33 milioni di dollari include quasi tutte le organizzazioni con qualsiasi collegamento con l’attivismo correlato a Ferguson che hanno ricevuto denaro dalla rete OSF, anche se il loro coinvolgimento era tangenziale. E che tali gruppi potrebbero aver ricevuto parte dei loro finanziamenti dalla rete OSF non significa che quei fondi siano stati dati allo scopo specifico di organizzare proteste legate a Ferguson, o con la conoscenza che sarebbero stati utilizzati in questo modo.» >>Altre News

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