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Giacomo Sartori trovato morto a Casorate Primo, emergono nuovi particolari: cosa non torna

È stato ritrovato morto Giacomo Sartori, il giovane informatico di cui si erano perse le tracce circa una settimana fa. Dopo sette giorni di ricerche il 30enne è stato rinvenuto nei pressi della Cascina Caiella a Casorate Primo, dove mercoledì gli agenti avevano scoperto la sua auto parcheggiata. È stata la vice coordinatrice della protezione civile di Bereguardo a dare l’allarme dopo le undici di mattina di ieri: «Ho visto a terra il telefono e le chiavi dell’auto, appoggiati in ordine. Ho alzato gli occhi e ho scorto il corpo». Ma il ritrovamento del cadavere è per ora l’unica certezza: sono tante le zone d’ombra, i punti da chiarire. La sera della scomparsa il giovane aveva subito il furto del suo zaino, che conteneva due pc. Ed è su questo fatto che spingono gli inquirenti.

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giacomo sartori

Giacomo Sartori ritrovato morto a Casorate Primo, emergono nuovi particolari: cosa non torna

L’ipotesi più accreditata è che Giacomo Sartori si sia tolto la vita, ma è ancora troppo presto per chiudere il cerchio. La chiave del giallo potrebbe essere trovata nei due pc che, prima della sua scomparsa a Milano, gli erano stati rubati, e che probabilmente il giovane stava cercando di rintracciare. Il cadavere è stato ritrovato, come dicevamo, tra Cascina Caiella e Casorate Primo. Si tratterebbe di luoghi mai visti in precedenza dal giovane: li avrebbe raggiunti per la prima volta quella sera. Un primo dettaglio questo che terrebbe viva la tesi che il ragazzo forse stesse seguendo il segnale del cellulare aziendale che aveva nello zaino insieme ai due computer. Ma si tratta al momento di congetture: il corpo è stato trovato appeso ad un albero con una grossa prolunga elettrica trovata lì vicino. La polizia al momento escluderebbe la possibilità di altre persone coinvolte, ma soltanto l’esito dell’esame autoptico potrà dare ulteriori risposte.

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L’ipotesi è quella del suicidio, ma ci sono punti da chiarire

Nuovi dettagli sul ritrovamento di Giacomo arrivano dal «Corriere della Sera»: Cesare Giuzzi scrive che il corpo del 30enne era appeso al ramo di una grande quercia a più di tre metri da terra. È un albero situato nel frutteto di un grande agriturismo, dove titolari e contadini avrebbero lavorato in questi giorni senza mai accorgersi di nulla. C’è da dire però che il cadavere era nascosto dalla fitta vegetazione del luogo. Un’area impervia in cui le ricerche ufficiali erano iniziate soltanto ieri. Il giornalista indugia però su un particolare: il giovane avrebbe fatto due tentativi per uccidersi. Il corpo era appeso con una prolunga elettrica, simile ad altre che i titolari dell’agriturismo conservavano sul retro. Non è escluso che Sartori l’abbia presa da lì, anche se si tratta di un posto ben illuminato anche di notte. Il ragazzo però avrebbe fatto prima un altro tentativo, usando una catena bianca e rossa, quelle che siamo soliti vedere nei parcheggi.

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Giacomo Sartori avrebbe fatto due tentativi: “Dinamica inconsueta”, disposta l’autopsia sul corpo

«Dopo averla girata intorno al ramo l’avrebbe saggiata con il suo peso spezzandola. Così sarebbe sceso dal ramo per recuperare il cavo. Una dinamica inconsueta, ma è difficile trovare una logica nei gesti di un suicida», scrive Giuzzi. Ed è un altro dettaglio su cui dovrà indugiare la stessa Polizia. Senza contare che Giacomo non ha lasciato alcun biglietto. Chi lo conosce lo descrive come un ragazzo tranquillo; non c’erano problemi nemmeno sul posto di lavoro. Anche quel venerdì sera agli amici che erano con lui era sembrato gioviale come sempre. Il furto dello zaino lo aveva turbato, ma a tal punto da spingerlo a togliersi la vita? Al momento il pm Andrea Zanoncelli di Pavia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, ma solo per eseguire gli accertamenti tecnici come l’autopsia e gli esami genetici. Determinante per le indagini potrebbe essere il ritrovamento dello zaino, contenente i due pc. Quelli che Giacomo stava cercando probabilmente di rintracciare. Leggi anche l’articolo —> Laura Ziliani uccisa per soldi: legame scabroso fra i tre indagati, emergono ulteriori aberranti particolari
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