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Giorgia Meloni attacca il governo sulla legge di bilancio ma neppure i suoi le credono

Giorgia Meloni torna all’attacco del governo, questa volta per denunciare la volontà dell’esecutivo di zittire l’opposizione sul tema economico più importante del momento, la nuova legge di bilancio per il 2021. “Conte a parole vuole il dialogo con noi, ma nei fatti lo rende impossibile”. Questa la tesi della Meloni che cerca di spiegarlo anche ai suoi numerosissimi followers su Facebook con un lungo post polemico. Le cose stanno davvero come afferma la presidente di Fratelli d’Italia? Ne dubitiamo, ma soprattutto ne dubitano i suoi stessi seguaci su Facebook come si evince dai numerosi commenti critici comparsi sulla sua pagina. (segue dopo la foto)

Giorgia Meloni: “Gli appelli alla collaborazione di Conte sono una pagliacciata”

Scrive su Facebook la presidente di Fratelli d’Italia.
“La collaborazione proposta dal Governo all’opposizione spiegata in 5 punti:
1. Qual è la legge più importante dell’anno che si discute in Parlamento?
La legge di bilancio.
2. Qual è il provvedimento, giusto e serio, su quale il Governo dovrebbe aprire il confronto con l’opposizione?
La legge di bilancio.
3. La legge di bilancio 2021 (di circa 40 miliardi) è stata approvata dal Governo?
Sì, domenica 18 ottobre, più di 20 giorni fa.
4. Le opposizioni hanno potuto esaminare la legge di bilancio 2021 in queste settimane?
No, perché il Consiglio dei ministri l’ha approvata con la formula “salvo intese”: questo vuol dire che il testo definitivo non esiste e che non è stato trasmesso al Parlamento.
5. L’opposizione avrà modo di presentare le sue proposte? Probabilmente no, perché non ci saranno i tempi per farlo. La sessione di bilancio deve chiudersi entro la fine dell’anno ma, visto che l’esame della manovra non è ancora iniziato, è prevedibile che una delle due Camere non avrà alcun modo di esaminarla e l’altra si limiterà al voto di fiducia, che farà decadere tutte le proposte (anche di buon senso) dell’opposizione.
Conclusione: gli appelli alla “collaborazione” di Conte e del suo governo valgono solo per le telecamere, ma in Parlamento non esistono e sono una pagliacciata. Una delle tante”.

Giorgia Meloni, le impietose critiche al post Facebook sulla legge di bilancio

Così la Meloni e fin qui tutto bene. Ma persino sulla sua pagina Facebook i commenti critici sono davvero tanti. Un campanello d’allarme per la leader di Fratelli d’Italia, che già ieri per la sua uscita su Trump “migliore presidente” per l’interesse nazionale italiano si era presa una valanga di critiche. A partire da chi gli ricordava (evidentemente se ne era scordata…) che Trump è stato il primo ed unico presidente degli Stati Uniti ad introdurre dazi sui prodotti italiani.

Tornando alla legge di bilancio, le critiche alla tesi della Meloni di una maggioranza che non vorrebbe il dialogo, sono molto varie. C’è chi ricorda alla leader di Fdi che questo è il risultato dell’atteggiamento disfattista e minimizzatore rispetto alla gravità dell’emergenza Covid tenuto da lei e Salvini per gran parte della prima fase dell’epidemia.

“Il problema siete voi –  scrive un utente – Non avete il coraggio di fare un’opposizione tosta perché avete solo paura che vi mettano in mezzo e infanghino con il discorso opposizione fatta durante pandemia e covid. Questa non è l’opposizione che serve agli Italiani e Voi non siete gli schieramenti politici adatti agli elettori che vogliono determinazione politica”.

C’è invece chi accusa la Meloni di debolezza, di essere insomma tutta “chiacchiere e distintivo”. Un commentatore sostiene che lei, come Salvini, ha paura ad esporsi e sostenere i movimenti di protesta spontanei che stanno nascendo in tutto il paese. Questo, secondo lui, per rimanere comunque dentro al “mainstream”, quello che Meloni ha imputato addirittura al neoeletto presidente Usa Joe Biden.

Infine, vale la pena segnalare il commento di Alberto, che “richiama” la Meloni al ruolo di opposizione seria, che in questo momento sarebbe determinante per uscire dalla crisi. “Ma nemmeno in questo momento così delicato per la maggior parte degli italiani – scrive – riuscite a non fare polemiche e lavorare (magari senza attaccarvi) per uscire quanto prima da questa emergenza sanitaria. È possibile che per voi ogni pretesto è valido per fare campagna elettorale?”

Ma Alberto come molti altri purtroppo dovrà aspettare ancora abbastanza a lungo. Perché a destra e purtroppo anche in gran parte della sinistra la “buona politica” è una specie di fantasma. A destra c’è qualche volenteroso e qualche sognatore che ci sta provando, con grande determinazione, ma la strada è davvero in salita e lunga. >> Le notizie di politica italiana

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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