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Crisi di governo, Dario Franceschini come Giuda: spera di tornare alle urne

Continuano i battibecchi all’interno del governo Conte. Questa volta a far saltare la mosca al naso è stato Dario Franceschini, con una dichiarazione rilasciata al Corriere della Sera che proprio non è piaciuta al Quirinale, e non solo. Il ministro della Cultura, infatti, si sarebbe spinto un po’ oltre, dicendo: “E allora, se si aprisse la crisi del governo Conte, tanto varrebbe andare a votare. Giuseppe Conte contro Matteo Salvini e ce la giochiamo”. Ma chi parla davvero di tornare alle urne durante una pandemia? Perchè alimentare ancora questo fuoco? E soprattutto, chi decide di mandare il popolo al voto se non il Capo dello Stato?

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crisi di governo

Governo Conte crisi, Franceschini irrita il Quirinale

Il Colle da giorni sta valutando l’idea di posticipare le amministrative di primavera ad autunno 2021, figuriamoci se ha intenzione di far cadere il governo e mandare alle urne gli italiani proprio in un periodo di emergenza come questo. La crisi del Governo Conte non è scongiurata, questo va detto, ma al massimo si può pensare a una nuova maggioranza. O a un governo tecnico. Si parla anche di una sorta di pentapartito 2.0, con una larga maggioranza di centro sinistra, più Lega e Forza Italia. Ma senza Italia Viva. E a capo di tutto, si sarebbe reso disponibile a condurre l’orchestra l’ex presidente della BCE Mario Draghi. Un nome che l’Unione europea approverebbe senza alcun riserbo, anche a costo di accettare di nuovo l’idea di Matteo Salvini al governo. Nel caso però non si delineasse questo Maria Draghi 1, secondo Franceschini l’alternativa sarebbe tornare alle urne con il sistema elettorale attuale, quello pre-referendum.
E questo significherebbe giocarsela con i centro destra: “Penso che potremmo farcela. Conte ha ancora una certa presa sull’opinione pubblica, si presenterebbe come la vittima di un complotto di Palazzo e potrebbe conquistare voti al centro, senza prenderne al Pd e a M5S. Perciò andrebbe sfruttato il suo valore aggiunto, perché potrebbe vincere. Numericamente sarebbe una sfida bilanciata con il centrodestra, mi spiego? E poi Conte è nato con la camicia…
pd referendum

Franceschini: “Conte è nato con la camicia”

Ma non è solo il Quirinale a non aver visto di buon occhio le dichiarazioni di Franceschini. Sembra infatti che nemmeno Nicola Zingaretti le abbia apprezzate più di tanto. Più che altro perchè il ministro della Cultura non si trattenuto nel parlare del Segretario del Partito Democratico al Corriere. Riportando un momento della verifica di governo dei giorni scorsi, ha riportato una frase che Conte avrebbe detto a Zingaretti: “Se avete qualcuno da cambiare tra i vostri ministri, ditemelo”. E pare che il dem abbia preferito far finta di non sentire questa domanda. Così Conte l’avrebbe ripetuta, e al che sembra sia intervenuto proprio Franceschini: “La verifica non è il rimpasto. Serve piuttosto a stabilire la linea politica, ad aggiornare il programma…” Il che dovrebbe essere vero, così come è sicuro che non ha fatto fare una bella figura a Zingaretti.

E’ chiaro quindi che il governo Conte è in crisi e ciò sta creando non poche fibrillazioni all’interno dei Palazzoni Romani. Così i vari ministri e non solo, Franceschini e Renzi in primis, in preda al panico da perdita della poltrona, si stanno vestendo da Giuda. Tanto i giorni di Conte sono contati: entro il 3, massimo 4 gennaio il Premier dovrebbe dare una risposta per quanto riguarda l’addio alla delega ai servizi segreti e sulla gestione del Recovery Fund, due argomenti che stanno alimentando il fuoco della crisi. Sembra che per continuare a governare, però, Come dovrà cedere. E questo non gli piacerebbe affatto. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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