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Cosa succede dopo l’incarico a Draghi: da consultazioni a fiducia, le tappe per uscire dalla crisi

Governo: Mario Draghi ha accettato l’incarico da parte di Mattarella di creare un nuovo Governo. Ora cosa succede? Quali sono le tappe previste previste? Se infatti, alla fine delle consultazioni l’ex presidente della Bce sciogliesse la riserva in modo negativo, cosa potrebbe succedere? Ecco tutti i possibili scenari.

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Governo Draghi

Governo, Mario Draghi accetta ma con riserva

Mario Draghi ha ufficialmente accettato l’incarico di creare un nuovo Governo datogli da Sergio Mattarella. L’ex presidente della Bce ha accetto ma con riserva. Il che vuol dire che dopo un breve giro di consultazioni deciderà di riferire al Capo dello Stato se ricevere ufficialmente l’incarico o meno. Questo procedimento è di prassi ma quindi ora cosa succede? Il primo passo è il colloquio, già avvenuto, tra il presidente incaricato con la possibile maggioranza. Il fine dell’incontro era quello di discutere del mandato di Draghi. Al termine di questo confronto, l’ex presidente della Bce, ha dichiarato di aver chiarito quali saranno le mosse da fare al fine di creare il nuovo Governo. Infatti Draghi ha affermato: «Unità e capacità di dare risposte responsabili e positive all’appello». Inoltre, il nuovo presidente incaricato ci ha tenuto a sottolineare che scioglierà la riserva solo al termine delle consultazioni. Ciò significa che nelle prossime ore, Mario Draghi, avvierà le consultazioni alle quali parteciperanno le forze politiche Italiane. L’obbiettivo è capire quali partiti lo sosterranno e quali no.

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Fine riserva con esito negativo: cosa succede?

Vi è però la possibilità che al termine della riserva Draghi non accetti l’incarico. Lui stesso dichiara di confidare in un’unità tra le cariche politiche. E’ dunque possibile che, durante le brevi consultazioni, non si riesca comunque a trovare un’accordo. E quindi la riserva si potrebbe sciogliere anche con esito negativo. A questo punto ritornerebbe tutto in mano a Mattarella che dovrà aprisi ad altre ipotesi. Come dare l’incarico ad un’altra personalità politica oppure sciogliere le Camere e andare al voto. Ultima opzione, forse la più delicata, è quella di rinviare il Governo dimissionario alle Camere per provare a ottenere la fiducia o per cadere in Parlamento.

Se Draghi accetta l’incarico: le tappe previste

Se invece Mario Draghi, alla fine delle consultazioni, accettasse l’incarico la procedura sarebbe ben diversa. Dopo la consegna della lista dei ministri al Colle, ci sarebbe il giuramento del presidente del Consiglio e dei ministri nel Salone delle Feste del Quirinale. Successivamente si terrà il primo Consiglio dei ministri, preceduto dallo scambio della Campanella tra il presidente del Consiglio uscente e quello entrante. A questo punto Mario Draghi sarà investito ufficialmente della carica di Presidente del Consiglio. Ma solo dopo aver ottenuto la fiducia in Parlamento, entro dieci giorni dal giuramento al Quirinale. Mario Draghi quindi si presenterebbe alle Camere per chiedere la fiducia, con voto palese per appello nominale. Se venisse concessa la fiducia il governo sarebbe pienamente in carica e a quel punto avrebbe pieni poteri come Premier. Per la fiducia la maggioranza può anche non essere assoluta, ma può bastare quella semplice. >> tutte le news di Urbanpost

 

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