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Perché il Movimento 5 Stelle rischia di implodere attorno alla votazione su Rousseau

E’ stato detto e ridetto: sul governo Draghi il M5S potrebbe implodere. C’è una parte di pentastellati pronta a seguirlo senza nemmeno pensarci troppo. Un’altra, invece, ha organizzato un V-Day su Zoom per spiegare il “no a Draghi” ai suoi elettori. E poi c’è la scelta di far votare sulla piattaforma Rousseau, una decisione che è piaciuta e non piaciuta. “Se ci fosse bisogno di un altro giro di consultazioni cosa chiediamo su Rousseau? Se Draghi è bello?”, si chiede qualcuno. Insomma, tira una brutta aria in casa 5Stelle. E non è bastato l’intervento di Grillo a placare gli animi.

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Beppe grillo

Governo Draghi M5s, la votazione su Rousseau

Di fatto nei giorni scorsi era arrivato l’appoggio da parte del M5S al governo Draghi. Come da prassi, però, deve esserci la votazione sulla piattaforma Rousseau. Dovranno decidere gli iscritti. La consultazione inizierà oggi alle 13, e durerà per 24 ore. Non è ancora chiaro quale sarà la domanda a cui verranno sottoposti: la sua formulazione sarà diffusa nelle prossime ore. Quel che è certo è che per votare sarà necessario essere iscritti dal almeno sei mesi, e possedere un documento certificato. La votazione, quindi, incomincerà dopo la fine del secondo giro di consultazioni del Premier incaricato. Solo al termine delle votazioni, poi, Draghi saprà ufficialmente se il Movimento 5 Stelle lo appoggerà o meno.

Alla base di tutto questo ci sono due motivazioni: inglobare con il voto l’eventuale dissenso interno e mantenere il rituale delle consultazioni come durante i due governi Conte. Tutto scontato, si direbbe. Invece no: l’annuncio ha creato una serie di telefonate con protagonisti Vito Crimi, Grillo, Casaleggio, Di Maio. Qualcuno dice anche Fico. Ha aizzato gli animi, in particolare tra i riformisti. Soprattutto a incendiare gli animi sono state le tempistiche: si era detto di aspettare la fine del colloquio con Draghi, di vedere il suo programma. Poi c’è stata l’accelerazione improvvisa. “Puoi anche indebolirti nelle consultazioni anticipando i tempi”, ha confessato una fonte.

governo draghi m5s

Il M5S si divide sulla votazione

Se ci fosse bisogno di un altro giro di consultazioni cosa chiediamo su Rousseau? Se Draghi è bello?“, si chiede poi qualcuno. Altri ironizzano sulla domanda da sottoporre agli iscritti: “Vuoi tu preservare le conquiste del M5S e farlo incidere con altre fantasmagoriche riforme storiche? Dalla prossima settimana sarà impossibile”. I messaggi tra le chat non mancano: “Uno ci scrive che siamo poltronari, quest’altro ci dice che siamo attaccati ai soldi e che dobbiamo tornare all’opposizione oppure dimetterci”, ha raccontato un deputato all’Adnkronos.

La presenza di Giuseppe Conte all’assemblea dei parlamentari ha fatto infuocare ancora di più gli animi. Principalmente per due motivi: primo è che la sua partecipazione non sia stata condivisa con gli eletti, se non all’ultimo momento. E secondo c’è chi si lamenta direttamente del proprio Premier: “Ha fatto lo show e se ne è andato senza ascoltare“. Tutto questo caos potrebbe portare a far nascere una nuova fase, ma anche a una vera e propria implosione del Movimento 5 Stelle. Qualcuno si domanda se, tra chi potrebbe staccarsi, ci sia anche Giuseppe Conte. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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Written by Chiara Caraboni

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