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Governo Draghi spacca il centrodestra, battaglia sulle Commissioni: «Non molliamo niente»

Governo Draghi. Si continua a parlare molto dell’ipotetica scissione del M5s, poco invece si discute dell’aria di crisi che tira nel centrodestra. Come si legge su “Il Corriere della sera” “formalmente, nessuno mette in dubbio l’unità del centrodestra, spaccato sul governo Draghi, ma deciso a presentarsi compatto alle Comunali. Però sta salendo la tensione tra FI e Lega da una parte e FdI dall’altra. E una questione molto concreta può portare allo scontro”. Difatti per la prima volta con l’ex presidente della Bce si fa presente la possibilità di un esecutivo non tecnico, sostenuto da tutti i partiti eccetto quello di Giorgia Meloni, che ha ribadito più volte il no di FdI.

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Governo Draghi spacca il centrodestra, battaglia sulle Commissioni: «Non molliamo niente»

La situazione è parecchio delicata: a detta de “Il Corriere della sera” l’intenzione di Fratelli di Italia sarebbe quella di pretendere la presidenza delle Commissioni che spettano all’opposizione: il Copasir (oggi presieduto dal leghista Volpi), le due Giunte per le autorizzazioni (quella della Camera a guida di FdI, quella del Senato di Gasparri) e la Vigilanza (presidente il forzista Barachini). Tutto questo perché «è sano che in una democrazia ci sia un controllo da parte dell’opposizione. Peraltro, oltre ai posti di ministro, faranno 550 nomine!». Lega e FI però non starebbero a guardare: «Noi non molliamo niente, altrimenti andrebbero ridiscusse le presidenze di tutte le commissioni», fanno sapere da Forza Italia. Salvini pare tranquillo: «Non credo che alla fine quella della Meloni sarà l’unica opposizione…», ha dichiarato il leghista, alludendo alla possibile spaccatura nel M5S.

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Salvini: «Sarà complicato per il PD con tutte quelle correnti»

«La questione è intricata. Il caso più chiaro è il Copasir: per legge, commissione paritetica di 10 membri (5 di maggioranza e 5 di opposizione) presieduta dall’opposizione. Dovrebbe quindi toccare a FdI (con il vice presidente Urso). In verità col governo Monti, D’Alema, allora presidente, restò al suo posto, ma si disse che si trattava di un «governo tecnico», si legge nell’articolo. La Giunta per le autorizzazioni al Senato prevede la presidenza all’opposizione per regolamento. Ma «in FI hanno già preparato un dossier dettagliatissimo con precedenti e interpretazioni, tra le quali una per cui chi la guida deve essere all’opposizione a inizio legislatura, poi non conta più», scrivono Marco Cremonesi e Paola Di Caro per “Il Corriere della sera”.

Il timore reale qual è? Che Salvini e Berlusconi non abbiano neanche una presidenza. Difficile credere che restino a guardare. Il segretario del Carroccio in pubblico continua a mostrarsi sicuro: tra i suoi piani non ci sarebbe alcun ministero. «Come Lega se diamo la fiducia contiamo di partecipare alla rinascita del Paese. Comunque decida Draghi, noi di problemi non ne avremo. Sarà complicato per il Pd, con tutte quelle correnti: Orlando, Guerini, Delrio, Franceschini», ha detto fermo il senatore milanese. Leggi anche —> Governo Draghi quanto durerà? «Finché non…», la profezia “agghiacciante” di Feltri

 

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