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Draghi detta la linea ai partiti: “Mi preferite a Palazzo Chigi? Cosa mi dovete garantire…” | Retroscena

Governo Draghi, ultimissime – Qualcuno dice che abbia perso il suo “tocco”; qualcun altro che non abbia mai avuto il piglio del politico; altri che si sia sbilanciato troppo all’ultima conferenza stampa, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa parlamentare. È davvero così? All’Auditorium Antonianum Mario Draghi è apparso particolarmente in forma, anzi forse più “pimpante” del solito. Quell’aria trionfale non l’ha abbandonato: le critiche di questi ultimi giorni non l’avrebbero affatto turbato. Come svela un retroscena uscito su «Il Giornale» l’ex governatore ha trascorso le festività a Città della Pieve, nel suo casolare di campagna, circondato dagli affetti dei suoi cari. “Sereno? Di più: il presidente, raccontano, è ‘assolutamente tranquillo’ e ‘concentrato sull’azione di governo’. Sicuro. Solido. Energetico. Padrone della situazione”, esordisce Massimiliano Scafi.

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Draghi detta la linea ai partiti: “Mi preferite a Palazzo Chigi? Cosa mi dovete garantire…” | Retroscena

«Il mio destino personale non conta assolutamente niente, non ho particolari aspirazioni di un tipo o di un altro, sono un uomo e un nonno al servizio delle istituzioni». Queste le parole del presidente del consiglio Mario Draghi rimbalzate sui principali quotidiani. Dichiarazioni che i partiti han fatto fatica a mandar giù: “La sinistra bersaniana gli ha imputato scarsa sensibilità istituzionale, il centrodestra gli ha chiesto di restare a Palazzo Chigi”, scrive Scafi su «Il Giornale». Draghi però non avrebbe accusato il colpo, anzi: “Lui ha spiegato ai leader che lo hanno cercato qual è dal suo punto di vista lo stato dell’arte. E cioè, io sono a disposizione del Paese. Mi volete al Quirinale? Benissimo. Mi preferite al governo? Bene lo stesso, però mi dovete garantire l’agibilità, la possibilità di prendere le decisioni e fare le scelte che serviranno all’Italia. Basta risse. Comando io”, ha spiegato il giornalista. Che sia il Colle o Palazzo Chigi non importa: Draghi ha spiegato di essere semplicemente un civil servantper usare un’espressione anglosassone. “Da parte sua c’è ‘totale obbedienza al Parlamento’ che vota leggi e provvedimenti e grande rispetto nei confronti dei partiti: infatti spetta a loro nominare il prossimo presidente della Repubblica”, rimarca Scafi.

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Il “però” del presidente del consiglio

Un “però” c’è. Secondo quanto si legge sempre nel retroscena uscito su «Il Giornale», Mario Draghi non sarebbe affatto disposto a governare in un clima ostile, come successo nell’ultimo mese. Non ha intenzione di fare la figura del pagliaccio: “Non accetterebbe di timonare una coalizione litigiosa, distratta dalle elezioni prossime, in campagna perenne. Per una decina di mesi il premier ha governato sul velluto, facendo sfogare ogni tanto i partiti e poi imponendosi sui dossier sempre senza troppe difficoltà. Forte del suo prestigio internazionale, ha schiacciato tutti. Da dicembre le cose sono un po’ cambiate, c’è stato qualche rallentamento nel ruolino di marcia, sono arrivate le prime mediazioni, le difficoltà con la manovra. Ebbene, per il premier non deve più accadere”, rivela Massimiliano Scafi. Impossibile intuire quel che sarà, cosa ci aspetta.

“Ci vorrebbe la sfera di cristallo”, come ha dichiarato Claudio Ciampi, figlio di uno dei mentori di Super Mario, ospite ad «Oggi è un altro giorno». Si fa fatica però a credere che Draghi avrà problemi a farsi valere: non si può non concordare con la leader di Fratelli di Italia Giorgia Meloni quando dice che l’economista «dispone di molti strumenti politici per imporsi». Leggi anche l’articolo —> Quirinale, tutti i “trucchi” di Berlusconi per farsi votare: anche “un quadro d’autore a Di Maio” | Retroscena

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