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“Governo militare, se cade Draghi”, lo scrive Sorgi su “La Stampa”: scoppia il caso, di che si tratta

“Governo militare, se cade Draghi”. Una boutade, senza dubbio. A “seminare il panico” Marcello Sorgi, già direttore del Tg1, che su La Stampadopo aver illustrato alcuni scenari politici possibili, conclude il suo ragionamento scrivendo: “Mattarella non potrebbe che mettere un governo elettorale, forse persino militare”. “A mali estremi, estremi rimedi”, come si dice. E l’editorialista deve aver sposato appieno il proverbio. Esordisce nel suo tanto chiacchierato articolo così: “Lettori preoccupati per i venti di crisi che da qualche giorno soffiano su Palazzo Chigi, a causa dei dissensi sulla riforma della giustizia penale, possono fin d’ora rassicurarsi, anche se ieri la tensione tra i partiti della maggioranza ha toccato il limite”. Per Sorgi le dimissioni di Draghi infatti corrispondono ad «un’ipotesi del terzo tipo, il periodo ipotetico dell’impossibilità». Ma se dovesse essere, vale a dire se lo stimato banchiere mollasse la presa, il futuro, per l’editorialista, sarebbe a dir poco apocalittico. 

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“Governo militare, se cade Draghi”, lo scrive Sorgi su “La Stampa”: scoppia il caso

«Se Draghi fosse costretto a dimettersi (ma va ripetuto: è un’ipotesi del terzo tipo, il periodo ipotetico dell’impossibilità), Mattarella lo rinvierebbe immediatamente alle Camere, mettendo i partiti di fronte alle loro responsabilità. A quel punto la confusione a cui si assiste in questi giorni cesserebbe tutt’insieme. Ma metti anche che, in un intento suicida, gli stessi responsabili delle dimissioni insistessero per mandare a casa il banchiere, giocandosi la fiducia dell’Europa e i miliardi di aiuti di cui sopra, al Presidente della Repubblica non resterebbe che mettere su un governo elettorale, forse perfino militare, com’è accaduto con il generale Figliuolo per le vaccinazioni. A mali estremi, estremi rimedi. Anche se non è affatto detto che ci si arriverà». Si legge così nell’articolo uscito su “La Stampa” firmato da Marcello Sorgi. Lo stesso giornalista però sottolinea pure, quasi accarezzando sulla testa i lettori, come i malumori in seno ai vari partiti per il nodo Cartabia si scioglieranno presto come neve al sole: “È verosimile che nell’approssimarsi della votazione, tutti addiverranno a più miti consigli. Di una crisi ad agosto non c’è infatti nessuna voglia in giro”. Quella del governo militare non è dunque che un’ipotesi fantasiosa. Tanti però si sono scatenati contro il giornalista e l’articolo. Alcuni, ringraziando il cielo, anche con una certa dose di ironia…

governo militare

La reazione dopo l’uscita dell’articolo

“Non ci posso credere. Oggi bisogna partire da pagina 23 della Stampa, ultime due righe di Marcello Sorgi, per capire dove siamo: se malauguratamente dovessero far cadere Draghi, scrive il giornalista democratico, Mattarella non potrebbe che mettere un governo elettorale, forse persino militare. “A mali estremi, estremi rimedi”. Stiamo impazzendo?”, scrive Nicola Porro. Arturo Scotto di Articolo Uno ci va più pesante: «Sorgi su LaStampa di oggi delinea uno scenario oggi da fine mondo. Se cade Draghi – cosa praticamente impossibile – non resta che un governo militare. Scrive proprio così: a mali estremi, estremi rimedi. Spero sia un colpo di sole. La Tunisia è vicina». «O Draghi o colpo di Stato militare. Lo suggerisce La Stampa con un articolo di Marcello Sorgi», ha sottolineato il senatore di FdI, Giovanbattista Fazzolari, per cui «la Corea del Nord è sempre più vicina». Guido Crosetto, poi, ha avvertito che «si parte con buone intenzioni e poi non si sa dove si può arrivare, passo dopo passo, sentendosi dalla parte giusta». Ha definito Sorgi come «un grande giornalista, normalmente democratico» arrivato ad «ipotizzare che il Presidente della Repubblica metta in piedi un “Governo Militare”…».

Chiudo, dicendo che sì, senza dubbio, siamo nella fantapolitica. Ed è la seconda volta che accade con il professor Mario Draghi: la prima quando tanti a dicembre 2020 davano come possibile un suo esecutivo. “Una simpatica barzelletta”, disse qualcuno. Ops… Poi non è forse successo? Il problema qui, ancora una volta, è la difficoltà nel non scambiare l’«insolito» con «impossibile». “Amico di famiglia” di Sorrentino docet. Leggi anche l’articolo —> Caso Tabacci, perché Conte “ha dato l’ordine al M5s di non parlarne”: il retroscena

 

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