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L’Italia sta valutando di introdurre il modello di green pass francese

Le parole utilizzate nel discorso alla Nazione del presidente della Francia Emmanuel Macron e la scelta di imporre il green pass anche per andare semplicemente al bar in Europa sta creando un vero e proprio effetto a catena. E tra i Paesi che stanno valutando se prendere come esempio il modello francese e, di fatto, indurre la parte più scettica della popolazione a vaccinarsi, c’è anche l’Italia.

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Green pass Francia, l’Italia sceglierà lo stesso modello?

Il modello che presto introdurrà la Francia, l’obbligo di green pass per svolgere le attività quotidiane, stuzzica in particolare modo il Partito Democratico e il ministro della Salute Roberto Speranza, da sempre più propenso al rigore. D’altronde la necessità di evitare la quarta grossa ondata, e le conseguenti chiusure delle attività causate dalla nuova variante Delta, c’è. Al momento, però, la possibilità di seguire le direttive francesi è ancora un’idea nebulosa: Mario Draghi, nel caso, dovrebbe conciliare sia la parte più rigorista dell’esecutivo che quella che ha già definito l’ipotesi “liberticida”, ovvero la destra della Lega e di Fratelli d’Italia.

C’è una parte dei politici, però, che invece si è già dichiarata favorevole. Un esempio sono il presidente della Liguria Giovanni Toto e l’assessore alla Salute del Lazio Antonio D’Amato. Proprio secondo quest’ultimo, infatti, “sarebbe utile che il governo decidesse in che maniera vada utilizzato il certificato verde. Possibilmente con la vaccinazione completa, prima di adottare misure restrittive”.

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Green pass Francia, Fontana: “Impossibile per motivi di privacy”

A riguardo cammina con i piedi di piombo il presidente della Lombardia Attilio Fontana. Secondo lui, infatti, imporre un green pass come quello della Francia “oltre a non essere possibile in Italia per privacy, in Lombardia non è necessario“. Anche i pentastellati del Movimento 5 Stelle sembrano non essere particolarmente convinti: “E’ prematuro e pone interrogativi per coloro che devono forzatamente ricorrere al tampone”. Intanto, sembra che delle modifiche comunque arriveranno: pare infatti che l’esecutivo stia valutando l’ipotesi di rilasciare il green pass esclusivamente in seguito alla seconda dose, e non più già dopo la prima. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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