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Green Pass all’università, come avverranno i controlli: parla la ministra Maria Cristina Messa

Non solo la scuola, ma anche l’università è ai nastri di partenza. Ed è polemica sull’uso del Green Pass per poter avere accesso alle aule a partire dal 1 settembre 2021. La ministra dell’Università, Maria Cristina Messa, ha spiegato a “Fanpage” l’importanza dell’estensione del certificato verde obbligatorio agli studenti degli atenei, voluta dal governo Draghi, e ha replicato a tutti quei docenti che definiscono il Green Pass uno strumento discriminatorio.

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Green Pass all’università, come avverranno i controlli: parla la ministra Maria Cristina Messa

«L’istruzione è un servizio essenziale per tutti i nostri cittadini. Ripartiamo dall’istruzione, che non è solo quella della scuola ma anche quella delle università. La generazione di giovani fra i 18 e i 28 anni, che va all’università, è quella che vogliamo stimolare a prendersi delle responsabilità ulteriori per il proprio Paese. Inoltre l’accesso all’università, che è garantito a tutti come l’accesso allo studio, ha perso tantissimo nel lavoro a distanza e non può che rinascere rioccupando gli spazi: non solo le aule, ma anche studi, biblioteche, laboratori, residenze, mense. La vita universitaria da campus influisce tantissimo sulla crescita, sul passaggio dalla scuola al lavoro. E infine perché nelle università si sviluppa la scienza, se non siamo noi a rendere forti i risultati della scienza chi lo fa?», ha detto a Tommaso Coluzzi di “Fanpage” la ministra Maria Cristina Messa.

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«L’accesso allo studio per tutti», l’alternativa è la dad

Qualche parola poi sulla lettera firmata da centinaia di docenti, tra cui il professore di Storia Alessandro Barbero, in cui si sottolinea il carattere discriminante del certificato verde: «L’accesso allo studio per tutti, per chi non vuole fare il vaccino o per chi si rifiuta di esibire il Green Pass, sarà garantito da remoto, punto. In presenza non può essere garantito perché il bene comune prevale, e io devo lavorare per il bene comune, per il bene di tanti», ha chiarito la ministra dell’Università. L’alternativa per gli studenti e docenti che non intendono vaccinarsi resta la didattica a distanza: «Per ora gli atenei si stanno attrezzando in modalità mista, non solo per far seguire chi non fa il vaccino ma anche per non affollare troppo le aule, visto che il virus continua a girare. Le università si sono attrezzate bene», ha detto Maria Cristina Messa.

Ma come vengono e verranno fatti i controlli? «Negli atenei più piccoli c’è un controllo all’ingresso con l’app che verifica se il Green pass è valido o no, senza violare la privacy perché non comunica la scadenza. Per gli altri studenti al momento il controllo viene fatto a campione, quindi si conta sulla loro serietà, ma se viene richiesto di mostrarlo si è obbligati a farlo», ha affermato la ministra, per poi rimarcare: «Per ora non si sono verificati problemi particolari». Leggi anche l’articolo —> Rientro a scuola, la sicurezza passa attraverso Green Pass e tamponi: le nuove regole

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