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Conte sta perdendo la pazienza con Grillo e l’ipotesi di un partito suo si avvicina

Grillo ha chiesto un time out a Conte. Le cose non si stanno mettendo come immaginato dal garante del Movimento 5 Stelle, così il comico ha deciso di organizzare una riunione con i gruppi parlamentari per parlare delle perplessità sul progetto stilato dall’ex presidente del Consiglio. Un progetto che, a dirla tutta, non gli piace più di tanto. E se ai vertici la burrasca sembra non avere ancora intenzione di placarsi, figuriamoci cosa potrebbe succedere nelle seconde file. La verità è solo una: il Movimento è del tutto spaccato, e non si esclude che Giuseppe Conte possa decidere, alla fine, di gareggiare in solitaria.

conte grillo

Grillo e Conte, le cose si mettono male

Oggi, quindi, Beppe Grillo si incontrerà con i deputati per vedere… Chi è dalla sua parte. E metter nero su bianco tutti i dubbi che lo assillano riguardo al nuovo progetto pensato per il Movimento 5 Stelle da parte di Giuseppe Conte. Non è un caso, infatti, che l’ex Premier non sia stato invitato alla riunione. Magari parteciperà comunque, ma al momento la sua presenza è incerta. Ovviamente, Conte agli occhi indiscreti dei giornalisti sta tentando di fare buon viso a cattivo gioco, e di distogliere l’attenzione dalle discordie interne. Quindi ha smentito tutti i contrasti e anche le voci relative a un possibile suo progetto personale: “Se Beppe sarà a Roma, ci vedremo senz’altro”, ha infatti dichiarato.

Ma è davvero così? Analizzando un po’ la situazione, pare che la storia sia molto diversa. Anzi, si potrebbe affermare che tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte sia sfida aperta. E che da una parte si stiano schierando gli eletti al secondo mandato, al fianco di Conte, e dall’altra quelli eletti al primo con Grillo. Di fatto, però, questo è solo il mantello che ricopre il vero problema del garante del Movimento: il progetto di Conte. Come sottolinea Emanuele Buzzi su Il Corriere della Sera, infatti, chi è più vicino a Conte rivendica la necessità di “trasformare il partito come chiesto dallo stesso Grillo”. Chi, invece, si siede dalla parte di Grillo sottolinea come “non sia possibile marginalizzare il ruolo di chi ti sta offrendo di portare avanti un progetto che ha messo in piedi con sacrifici”.

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m5s conte

Conte alla fine mollerà Grillo e correrà da solo?

L’ex presidente del Consiglio, d’altronde, ha in mente tre rami distinti per il futuro del Movimento 5 Stelle: uno politico, uno amministrativo e uno di garanzia. Il tutto con ruoli separati e ben definiti. Proprio attorno a questa idea nascono gli scontri tra Conte e Grillo: il garante del Movimento, infatti, ha paura che si possa creare un eccessivo accentramento di poteri nelle mani dell’ex Premier. Non solo: alcuni dubbi poi si concentrano sulla linea comunicativa condivisa e sulla legittimità di una votazione online che aggiri Rousseau per via di eventuali ricorsi da parte di eletti pentastellati fedeli alla linea di Casaleggio. Su questi argomenti, quindi, bisogna trovare un punto di accordo.

Per questo, magari, prima della riunione organizzata da Grillo, i due big del Movimento 5 Stelle si incontreranno per tentare di chiarirsi ed evitare lo scontro di fronte ai parlamentari. “Alla fine si troverà una soluzione, perché è nell’interesse di tutti”, confessano alcuni strateghi. “Serviva Conte per compattare il M5S, evitare le spaccature. Ma se l’esempio lo danno i big in questo modo, cosa faranno le seconde linee? Il Movimento rischia di frazionarsi ancora di più”, dicono altri. Insomma: la situazione è critica, e considerando che Conte sta provando a riscrivere per intero il Movimento 5 Stelle… Beh, non si può escludere l’ipotesi che possa decidere, alla fine, di crearsi un partito tutto suo.

Anche perchè su alcuni punti, come la creazione di un consiglio nazionale pentastellato e l’adesione al campo progressista, sembra non aver alcuna intenzione di discutere. In più, ha già messo le mani avanti dichiarando che “se non c’è fiducia” è disposto a ritirarsi. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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