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Esploratore italiano “prigioniero” in Groenlandia: «Io costretto a mangiare cibo scaduto»

«Causa il Covid abbiamo perso i turisti che sono la nostra unica fonte di sostentamento economico. Qui sulla costa orientale della Groenlandia è una tragedia e per sopravvivere mangio cibo scaduto, altro non posso fare, mi devo accontentare». Così l’esploratore italiano Robert Peroni all’AGI. L’uomo, 76 anni, dallo studio della sua casetta di Tasiilaq, un villaggio sperduto lungo la costa est della Groenlandia, in collegamento via Skype, ha raccontato il suo drammatico 2020.

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Esploratore italiano “prigioniero” in Groenlandia: «Io costretto a mangiare cibo scaduto»

Robert Peroni, altoatesino, dalla sua Casa Rossa, che è diventato un simbolo della comunità inuit (da semplice ritrovo tra persone si è trasformato ben presto in centro di recupero per giovani alcolizzati, oltre che ad albergo per turisti) ha parlato della sua profonda solitudine. «Dal 12 marzo scorso quando l’Islanda ha chiuso le frontiere per noi è finito tutto. In estate i turisti arrivavano soprattutto dalla Germania e in agosto anche dall’Italia. Peccato, perché gli italiani erano in crescita ed erano sempre più interessati a questi luoghi immersi nella natura incontaminata. In inverno i turisti erano prevalentemente tedeschi ma anche francesi, americani. E negli ultimi anni si è visto qualche cinese e giapponese», ha dichiarato Peroni, che spera in un futuro migliore.

Per questa ragione Peroni sta preparando delle offerte turistiche per il 2021: «Mi sono chiesto, perché una persona viene in Groenlandia e spende tanti soldi per il volo aereo? La risposta è stata, bisogna offrire pacchetti di una settimana per far vivere quello che davvero è questa meravigliosa terra. Lavoro in ufficio, pulisco casa, sono stato costretto a licenziare  tutti i 74 dipendenti e i 55 posti letto sono drammaticamente vuoti». Poi la puntualizzazione: «Negli anni siamo cresciuti, ho fatto investimenti anche importanti, la nostra Casa Rossa adesso è composta da sei casette, quattro le ho date in uso ai dipendenti così almeno hanno un tetto sopra la loro testa».

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Il dramma di Robert Peroni: «Le navi non possono entrare nel fiordo a rifornire l’unico supermercato»

Nelle scorse settimane in aiuto di Peroni per via dell’azzeramento del turismo internazionale, è stata lanciata la campagna su gofund.me, ‘Save The Red House in East Greenland!’. Una situazione non facile: «Il governo groenlandese ha ragione di chiudere tutto perché non riuscirebbe a reggere le conseguenze di una pandemia. Abbiamo avuto 17 casi in tutta la Groenlandia. Se il virus dovesse arrivare qui a Tasiilaq sarebbe una tragedia. Il nostro ospedale (12-13 posti letto, ndr) non è attrezzato e quindi verrebbe trasferito alla capitale Nuuk oppure in Danimarca».

Un momento faticoso per il 76enne, che si è speso tanto per aiutare poveri, alcolizzati e disperati: «Non vedo praticamente nessuno, ogni 4-5 giorni passa qualcuno a trovarmi per prendersi un caffè, qualche minuto e poi va già via. Ho un container con molte scorte di cibo, mangio anche alimenti scaduti perché devo accontentarmi. Non è come in Italia dove c’è tanta scelta, quindi dobbiamo essere felici se arriva qualche elicottero, il mare è ormai ghiacciato e le navi non possono entrare nel fiordo a rifornire l’unico supermercato», ha concluso l’uomo. Leggi anche l’articolo —> Pfizer, allarme degli scienziati sul vaccino Covid: “Più reazioni allergiche del previsto”

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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