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Guerra Russia-Ucraina, a rischio gli “equilibri di sicurezza” delle democrazie europee

La guerra Russia-Ucraina ha inciso pesantemente, sin dall’inizio, sulle democrazie europee. In particolare, il trionfo della Russia provocherebbe degli sconvolgimenti socio-politici, che metterebbero a rischio non solo i paesi europei, ma il mondo intero. (Continua a leggere dopo la foto)

Guerra Russia Ucraina

L’ex capo del DIS, Giampiero Massolo, ha dichiarato che “una vittoria di Putin sconvolgerebbe gli equilibri di sicurezza in Europa a netto svantaggio delle democrazie”.

La guerra Russia-Ucraina e le conseguenze sulle democrazie europee

All’inizio della quarta settimana del conflitto, scoppiato nella notte tra mercoledì e giovedì 24 febbraio 2022, la situazione risulta ancora critica. L’indiscrezione circa una bozza di accordo tra Russia e Ucraina sembrerebbe far sperare per il meglio. In questo documento, che esordisce con una dichiarazione di cessate il fuoco, si stabilisce che l’Ucraina manterrà la neutralità militare, senza aderire alla NATO per almeno 15 anni dalla firma di tale accordo. Inoltre, l’Ucraina, in base a questa bozza d’accordo, sarebbe tenuta ad attribuire uno status speciale a Donetsk e Luhanks e a riconoscere l’annessione della Crimea alla Russia entro la fine del 2022. Tuttavia, è ancora troppo presto per parlare di “accordo possibile”. Infatti, mentre Mosca valuta prematura tale indiscrezione, Kiev sostiene che il testo racchiuda solo le richieste russe.

Giampiero Massolo, ex capo del DIS e attuale presidente dell’ISPI, afferma che le bozze di accordo circolate possano rappresentare o una dimostrazione russa di aver fatto il possibile per risolvere il conflitto, oppure “uno spunto che i negoziatori offrono a Putin”. Lo stesso Massolo, tuttavia, dichiara che “è però importante che le due parti si parlino. Un risultato non scontato per gli Ucraini è che mentre Zelensky, nella visione iniziale di Putin, non aveva dignità di capo di Stato, oggi il negoziato si fa con lui. La situazione sul terreno è incompiuta e questo fa sì che non sia alle viste una soluzione negoziale. Tutto dipende dalla percezione che hanno le parti dell’andamento del conflitto”.

Democrazie europee, illusione o realtà?

Come sostenuto da Massolo e da molti altri osservatori, quindi, la vittoria di Putin sconvolgerebbe gli “equilibri di sicurezza” delle democrazie europee. La sovranità di un paese è stata violata, i suoi civili sono stati massacrati e, se dovesse andare in porto l’accordo di cui abbiamo detto, sarebbero assoggettati ad un’altra nazione. La vittoria della Russia potrebbe avere un doppio effetto: da un lato smascherare definitivamente il putinismo, la presa di distanza da questo modus operandi e il rafforzamento della democrazia dei paesi europei. Dall’altro, però, si teme che la Russia di Putin possa diventare un modello da seguire, portando ad un consolidamento delle spinte autoritarie nate in Europa negli ultimi 2 anni.

Negli ultimi tempi si dibatte molto sul fatto che in Italia, come in altri paesi del mondo, la libertà dei cittadini sia stata limitata. La pandemia mondiale ha spinto a delle decisioni autoritarie e lontane dall’ottenere il consenso popolare, che hanno modificato profondamente il nostro modo di vivere. In Italia molti provvedimenti sono entrati in collisione con la Costituzione: le limitazioni agli spostamenti, la chiusura di attività commerciali e altri luoghi di lavoro e il divieto di lavorare per i cittadini non vaccinati contro il Covid-19.

Tuttavia, negli ultimi 2 anni abbiamo vissuto una situazione sanitaria emergenziale, dove, all’inizio, nessuna autorità sapeva come intervenire. Una situazione di emergenza richiede delle misure straordinarie, talvolta drastiche, che devono rimanere fuori dall’ordinaria amministrazione, ma che sono volte al raggiungimento del bene comune, fondamentale in un paese democratico. Quindi, sì, la libertà e i diritti dei cittadini italiani sono stati limitati da provvedimenti straordinari ed eccezionali, che dovranno rimanere, però, circoscritti a questo particolare periodo storico. Se sarà davvero così, tuttavia, è presto per saperlo. Certo la proroga dello stato d’emergenza proprio per via dello scoppio del conflitto Russia-Ucraina non lascia ben sperare.

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