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Guerra in Ucraina, Di Liddo: «In arrivo mercenari per il lavoro sporco, sarà una mattanza»

Guerra in Ucraina – Sul «Quotidiano Nazionale» l’intervista a Marco Di Liddo, analista senior del Centro Studi Internazionale, secondo cui l’escalation di violenze è destinata ad aumentare. «I sedicimila mercenari in arrivo da Siria e Medio Oriente che Putin schiererà si occuperanno del lavoro sporco. Per i civili sarà una macelleria», ha spiegato Di Liddo. Ed è il lato più doloroso di questo conflitto che sposta le lancette dell’orologio indietro, agli scontri sanguinosi avvenuti nel Novecento. Ma perché Putin sta prendendo di mira i civili? «Non ha altre alternative. Putin pensava di risolvere la questione in una settimana, ma il calcolo si è rivelato sbagliato: l’esercito ucraino si è dimostrato pronto a tutto, anche grazie all’aiuto dell’Occidente. La popolazione non ha accolto i russi come liberatori», ha chiarito l’esperto. Non si tratta però solo di questo…

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Guerra in Ucraina, Di Liddo: «In arrivo mercenari per il lavoro sporco, sarà una mattanza»

«A tutto questo si sono uniti diversi errori tattici sul campo. Il Cremlino ha così deciso di smettere di imitare le operazioni americane ed è tornato alla vecchia dottrina sovietica della saturazione di fuoco», ha affermato Marco Di Liddo. In altre parole «l’esercito individua un quadrante e lo bombarda massicciamente. È una strategia che, con sfumature diverse, la Russia ha applicato in Cecenia, Georgia e Siria. Inizialmente Putin voleva danneggiare il meno possibile l’Ucraina, perché sapeva che poi avrebbe dovuto pagare la ricostruzione», ha specificato l’analista del Centro Studi Internazionale. Quando però i generali si sono resi conto che «la guerra non sarebbe stata una passeggiata» hanno deciso che «la priorità era vincere» e in qualunque modo.

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«Distruggere psicologicamente la resistenza per evitare anche qualsiasi tipo di rappresaglia futura»

Sulle diverse armi bandite da molti Stati messe in campo dai russi, Marco Di Liddo ha detto: «L’obiettivo delle violenze sui civili è questo: distruggere psicologicamente la resistenza per evitare anche qualsiasi tipo di rappresaglia futura. È un intervento militare punitivo». Possibile un attacco chimico? Per l’esperto è uno scenario plausibile: «La leadership è disposta a qualsiasi cosa per garantire la sopravvivenza dello Stato, compresi attacchi nucleari o chimici», ha concluso. Leggi anche —> Chi è Wali, il cecchino più letale del mondo che combatte con l’esercito ucraino

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