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Guerrina Piscaglia, il marito chiede i danni alla diocesi di Arezzo: 1 milione di euro

Guerrina Piscaglia per la giustizia italiana è stata uccisa dal prete congolese Gratien Alabi. L’uomo, che da sempre si professa innocente, è accusato di avere avuto con la donna sua parrocchiana, 50enne all’epoca della scomparsa, una relazione sentimentale segreta. L’avrebbe uccisa e fatta sparire perché lei lo pressava affinché rendessero pubblico il loro legame.

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Padre Gratien ridotto allo stato laicale si professa innocente

Guerrina era una donna sposata e madre di un bambino. Conclusosi l’iter processuale che ha visto padre Gratien condannato a 25 anni di reclusione per omicidio volontario e soppressione di cadavere, il marito di Guerrina adesso chiede un maxi risarcimento danni. Dopo diverse segnalazioni da parte della famiglia di Guerrina, l’ordine dei Premostratensi, di cui Gratien Alabi faceva parte e che lo accolse ai domiciliari durante il processo, gli ha revocato ogni tipo di incarico. Il sacerdote non può più celebrare la Santa Messa o altre funzioni religiose. Inoltre sarebbe stato avviato anche l’iter del Vaticano finalizzato alla riduzione allo stato laicale di Alabi.

Mirco Alessandrini, marito di Guerrina, ha inoltre chiesto i danni alla Diocesi di Arezzo. Secondo fonti giornalistiche, la cifra richiesta ammonterebbe ad un milione di euro. “Anche se il dolore per la perdita di mia moglie, di una madre, di una sorella, non può essere quantificato”, precisano i familiari della donna scomparsa in circostanze misteriose il 1° maggio 2014 a Ca’ Raffaello. I legali di Mirco Alessandrini stanno procedendo su più fronti: Nicola Detti e Francesca Faggiotto contano già a dicembre di notificare la richiesta di risarcimento.

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Guerrina Piscaglia, il marito chiede i danni alla Diocesi: un milione di euro

lo riferisce Il Resto del Carlino, secondo cui “la cifra si aggirerebbe sul milione di euro […] Secondo la legge è il datore di lavoro (in questo caso la diocesi ndr) che deve rispondere del lecito penale causato dal dipendente”. Perché secondo l’accusa e tre gradi di giudizio l’ex sacerdote avrebbe commesso il delitto quando era “nell’esercizio delle sue funzioni”. Un prete, infatti, anche quando non sta officiando messa non smette di essere un servo di Dio.

“Non siamo a conoscenza di altri casi di condanna per omicidio. Quello di Alabi è il primo in Italia. Però ci sono tantissime altre sentenze di preti condannati per violenze sessuali su minori. In questi casi è stata riconosciuta la responsabilità penale delle diocesi”, dicono gli avvocati del marito di Guerrina. Mirco e su figlio “continuano a vivere a casa dei nonni” in condizioni di grande difficoltà, e nessuno in questi anni avrebbe dato loro alcun aiuto. Potrebbe interessarti anche —> Guerrina Piscaglia Padre Gratien in carcere, duro attacco allo Stato italiano: “Sentenza razzista”

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