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La storia della cultura Hipster e cosa vuol dire oggi

Durante il famoso quiz di Canale 5 ‘Chi vuole essere milionario?’, che spesso propone domande di cultura generale piuttosto inusuali, Gerry Scotti ha sollevato la questione dell’origine della parola Hipster. Ma esattamente da dove deriva il termine? e soprattutto, cosa vuol dire oggi essere Hipster?

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Harry Gibson

Storia della sottocultura

La parola ‘hipster’ è stata coniata da un Americano di origini Ebraiche, Harry Gibson. Il quale, negli anni 40′, era un talentoso pianista di musica jazz, bop, boogie woogie e dixieland music. La sua musica parla di storie di droga, adulterio e alcool, considerata così politicamente scorretta da essere bannato dalle radio locali. Molti jazzisti dell’epoca venivano chiamati ‘hep’ o ‘hepcap’ ma Gibson voleva distinguersi. Qualcuno iniziò a chiamarlo ‘hip’ così lui iniziò a indicare i suoi fan come ‘hipster’.

Hipster diventò cosi un termine usato negli anni ’40 per indicare ragazzi (spesso giovani e benestanti) stanchi delle norme bigotte della società che la loro famiglia li obbligava a seguire. Gli hipster old school abbracciavano gli usi e costumi della classe inferiore, emulando a tutti gli effetti la cultura afroamericana e soprattutto i jazzisti di colore. Attenzione, non erano quasi mai persone povere o nulla tenenti, cercavano però in tutti i modi di copiare il loro stile in modo da dare l’impressione di avere ideali diversi.

Hipster

Chi è un hipster oggi?

Anticonformisti, progressisti, promotori del cambiamento sociale, intelligenti conversatori. Questa è la descrizione della sottocultura hipster di oggi, almeno, in riferimento al suo paese di origine, gli Stati Uniti. Principalmente ragazzi tra i 20 e i 30 anni, ricevono un’alta educazione e sono socialmente e politicamente informati e attivi. Fanno parte di famiglie di ceto medio alto e abitano in zone urbane di città ricche. Gli hipster dei giorni nostri ascoltano musica alternativa/indie/rock, hanno un’idea di politica solitamente liberale, promuovo prodotti eco sostenibili e sono super fan degli acquisti vintage.

Sono ragazzi molto orgogliosi della loro creatività, della loro conoscenza artistica e culturale e sopratutto costantemente attratti dalla musica in generale. La generazione degli Hipster odierni è sicuramente più riconoscibile rispetto a quella degli anni ’40 perché ora la società è principalmente fondata sulla moda e l’apparenza. Infatti, a questa sottocultura giovanile piace indossare le t-shirt dei loro gruppi musicali preferiti con camice oversize di flanella a quadri. Immancabili gli occhiali da vista e il berretto di lana. >> Tutte le notizie curiose di UrbanPost

mariasole pollio

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