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Imu e Tari, nuove regole per milioni di italiani: cosa cambia

20/09/2026 08:34

Per milioni di proprietari di immobili arriva una piccola rivoluzione fiscale. Le novità introdotte dal Decreto Legislativo 147 del 2026, entrato in vigore il 12 agosto e ripubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 settembre, cambiano le regole del gioco su Imu e Tari, le imposte su casa e rifiuti.

Imu e Tari, nuove regole per milioni di italiani: dichiarazione online e nuove scadenze

Imu: dichiarazione solo telematica

La principale novità riguarda la dichiarazione Imu, che d’ora in avanti dovrà essere presentata esclusivamente per via telematica, tramite un nuovo modello ministeriale unificato. Non sarà più possibile ricorrere a comunicazioni cartacee o a modulistiche difformi predisposte autonomamente dai singoli Comuni. Il nuovo modello raccoglierà tutte le informazioni necessarie, comprese quelle richieste per accedere a eventuali agevolazioni locali, riducendo la necessità di comunicazioni separate.

Resta fermo il termine del 30 giugno

Per quanto riguarda le scadenze, il termine per la dichiarazione Imu resta fissato al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell’immobile o si è verificata una variazione rilevante ai fini dell’imposta. Una volta presentata, la dichiarazione rimane valida anche per gli anni successivi, a condizione che non intervengano modifiche nei dati comunicati. Le modalità operative e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica saranno definite con un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Tari: comunicazione entro 90 giorni

La stretta più immediata riguarda la Tari. Dal 12 agosto 2026, data di entrata in vigore del decreto, la dichiarazione deve essere presentata entro 90 giorni dall’inizio del possesso o della detenzione dei locali soggetti al tributo, invece che entro il 30 giugno dell’anno successivo come avveniva finora.

Quando scatta l’obbligo di comunicazione

La dichiarazione va inviata non solo quando si prende possesso dell’abitazione, per esempio in caso di acquisto o di inizio di un contratto di affitto, ma anche ogni volta che si verificano elementi in grado di modificare l’importo della tassa sui rifiuti. Se cambia la superficie dell’immobile, oppure aumenta o diminuisce il numero di persone all’interno del nucleo familiare, la variazione va segnalata entro 90 giorni dal momento in cui si verifica.

Sanzioni più basse dal 2027

La riforma interviene anche sulle multe previste in caso di dichiarazioni omesse o infedeli, sia per l’Imu sia per la Tari. Il nuovo regime sanzionatorio, meno severo rispetto al passato, con la multa per omessa dichiarazione che scende al 100% dell’importo dovuto, contro il precedente tetto fino al 200%, scatterà però solo per le violazioni commesse a partire dal 1° gennaio 2027, non essendo la misura retroattiva.

Cosa fare per evitare sanzioni

In attesa dell’entrata a regime di tutte le novità, resta fondamentale per proprietari e contribuenti prestare la massima attenzione alle nuove scadenze, in particolare a quella più ravvicinata dei 90 giorni per la Tari, così da evitare contestazioni, sanzioni per ritardata denuncia o l’invio di cartelle di pagamento basate su dati non aggiornati.

Fonte: Il Messaggero, Corriere Adriatico, Fanpage.it, La Legge per Tutti, Mondouomo.it, con dati del Decreto Legislativo 147/2026

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