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Sondaggi politici, la media settimanale delle intenzioni di voto per i partiti

Cambia tutto per non cambiare niente. Questo, in sintesi, quello che sta accadendo sullo scenario politico italiano. Stiamo parlando delle intenzioni di voto oggi, rilevate dalle principali società di sondaggi. A calcolare la media è Termometro Politico che ha preso in considerazione la settimana dal 15 al 21 novembre mettendo a confronto le rilevazioni di quattro istituti: Quorum, SWG, Euromedia Research e Tecné. (segue dopo la foto)

Le intenzioni di voto oggi: la media settimanale di Termometro Politico

La Lega arretra ancora mentre il M5S è dato al 15,2%. Questi in sintesi i dati dell’ultima media sondaggi elaborata da Termometro Politico. La Lega è sempre primo partito nelle intenzioni di voto con un dato medio del 23,5%, ma mette ancora d’accordo i vari istituti presenti questa settimana nell’evidenziare un’ulteriore lieve flessione rispetto alle precedenti rilevazioni.

Segue il Partito Democratico che viene accreditato mediamente al 20,1%: lo scarto fra le due formazioni varia comunque a seconda del singolo sondaggio, andando dal +2,6% di Tecné fino a un più solido +4,7% (Euromedia). Fratelli d’Italia resta saldamente al terzo posto nella media settimanale con il 16,3%, mentre il Movimento 5 Stelle si attesta al 15,2%. Secondo la rilevazione di Euromedia Research, tuttavia, le due forze politiche risultano appaiate.

Il terzo partito del centrodestra, Forza Italia, mediamente viene accreditata al 6,9% e complessivamente la coalizione raggiunge il 47,2%, confermando circa cinque punti percentuali di vantaggio sull’area di governo. Fra le formazioni minori, Italia Viva di Matteo Renzi, Sinistra/Leu e Azione di Carlo Calenda si attestano questa settimana tutte al 3,3%. Le altre forze politiche restano invece mediamente sotto la soglia del 3 per cento.

Cambia tutto per non cambiare niente

Cambia tutto per non cambiare niente. Cosa significa? Intendiamo che seppur con valori assoluti molto diversi da prima dell’inizio della pandemia, la gerarchia dei partiti italiani resta la stessa. L’unico dato degno di nota oltre al valore del partito del non voto –  ben oltre il 30% – è il sorpasso di Fratelli d’Italia ai danni del Movimento 5 Stelle, ormai certificato da quasi tutte le rilevazioni più recenti. Per il resto la Lega resta prima nelle intenzioni di voto, seppur ridimensionata di molto a favore del proprio alleato “a destra”, Fdi appunto, ed è seguita dal Pd.

I Dem restano il secondo partito per numero di intenzioni di voto in Italia, ma non godono di buona salute. Il dato è in lento e costante arretramento da settimane. Più altalenante la prestazione del M5S che comunque resta lontano anni luce da quel 32,6% di consensi guadagnato alle politiche del 2018. Tra i partiti minori sorprende la quasi parità di consensi tra Italia Viva, LeU e Azione di Calenda. Da rilevare anche la crescente importanza degli “altri”, nella media di Termometro Politico questa settimana all’8,1%. Tra questi, ma pochissimi sondaggi li rilevano, vale la pena ricordare Italexit di Gianluigi Paragone (accreditato dal 2 al 4% delle intenzioni di voto) e Cambiamo! del governatore ligure Giovanni Toti (tra l’1 e il 2%). >> Tutto sui sondaggi in Italia

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