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Israele si ribella al Premier Benjamin Netanyahu e crea il “governo del cambiamento”

Dopo più di 12 anni ininterrotti di potere in Israele, l’era di Benjamin Netanyahu è giunta (quasi) al termine, e il Paese è pronto ad aprirsi a un nuovo “governo del cambiamento”. Per ufficializzare, però, manca ancora la fiducia in parlamento, attesa per la prossima settimana. Operazione che permetterà a Naftali Bennett, leader del partito nazionalista Yamina, di sedersi sulla poltrona del Premier per primo. Dopodiché inizierà il meccanismo di rotazione.

Israele e il nuovo governo anti Benjamin Netanyahu

La notizia è arrivata nella tarda serata di ieri. Yair Lapid ha annunciato al presidente Reuven Rivlin di essere riuscito a mettere insieme una “coalizione di cambiamento” di governo. Ovviamente, il tutto dovrà essere confermato in Parlamento con almeno 61 voti, prima di poter dire definitivamente addio a Benjamin Netanyahu. Arrivare a questo punto, comunque, non è stato semplice: il progetto è quello di creare una sorta di esecutivo di larga maggioranza con un sistema di rotazioni, mettendo insieme otto partiti diversi. Si passa dai centristi di Yesh Atid e Blu e Bianco, ai laburisti e la sinistra radicale di Meretz, fino ai partiti nazionalisti di destra Yisrael Beiteinu, New Hope e Yamina. Per la prima volta, poi, un partito arabo-israeliano, i conservatori islamisti di Ra’am, partecipa ufficialmente alla formazione di un esecutivo dello Stato ebraico.

Secondo l’intesa a rotazione, il primo Premier sarà Naftali Bennett, poi fra due anni il testimone verrà passato nelle mani di Yair Lapid, il quale intanto coprirà il ruolo di ministro degli Esteri. L’obiettivo sarà quello di “lavorare al servizio di tutti i cittadini israeliani” e di “fare di tutto per unire tutte le parti della società israeliana”, ha dichiarato il leader di Yesh Atid. Le ultime negoziazioni sembravano essersi inceppate sul nome del ministro della Giustizia, indecisi tra Merav Michaeli, leader laburista, e Ayelet Shaked. Alla fine, però, la crisi si è risolta, anche in questo caso, grazie a un meccanismo di mini rotazione.

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Israele governo

Israele, obiettivo mandare a casa Netanyahu

Quella che sta nascendo in Israele non si prospetta affatto un’alleanza semplice. La coppia Yair e Naftali sembra nata per discutere, e in più sono stati messi insieme partiti, e persone, molto differenti tra loro. Per questo la collaborazione potrebbe incontrare qualche scoglio. Di sicuro, però, c’è una volontà comune: quella di mandare a casa Netanyahu e di evitare ulteriori elezioni. Anche perchè sarebbero le quinte in poco più di due anni.

Al contrario, non ha incontrato alcuna resistenza durante il suo percorso Isaac Herzog, eletto presidente d’Israele con 87 preferenze già al primo turno. Laburista, Isaac Herzog è entrato in politica nel 1999 come consigliere di Ehud Barak, e oggi è considerato parte della popolazione aristocratica israeliana. Suo nonno è stato rabbino capo d’Irlanda, alla guida degli ebrei ashkenaziti nella Palestina sotto il mandato britannico e poi nello Stato d’Israele dalla fondazione fino al 1959. Suo padre, invece, ha ricoperto il ruolo di presidente israeliano tra il 1983 e il 1993. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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