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L’Italia dopo il Coronavirus, Bankitalia: “Senza misure governo -11% di Pil”

Italia dopo il Coronavirus, le stime di Bankitalia sull’andamento dell’economia. “Nello scenario di base la flessione dell’attività produttiva nel 2020 sarebbe pari al 9%, superiore a quella sofferta in due riprese tra il 2008 e il 2013; il calo si concentrerebbe nei primi due trimestri dell’anno, con un parziale recupero a partire dall’estate. Senza il sostegno alla domanda fornito dalle politiche di bilancio finora definite la contrazione dell’attività economica supererebbe l’11 per cento”. A indicarlo il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nelle sue considerazioni finali, nell’analisi di scenario per l’economia italiana.

>> L’Italia dopo il Coronavirus, Cottarelli: «Risposte governo adeguate ma troppo lente»

 

Italia dopo il Coronavirus

L’analisi di Bankitalia è stata presentata a metà maggio ed è basata su ipotesi alternative in merito alla durata e all’estensione dell’epidemia, alle ricadute sull’economia globale e alle sue ripercussioni finanziarie. Le stime saranno aggiornate nell’ambito del sistema di previsione Ue e pubblicate il prossimo 5 giugno.

Italia dopo il Coronavirus: “Dal governo misure ingenti e tempestive”

“La risposta delle politiche economiche, in Italia come nel resto del mondo –  scrive il governatore di Bankitalia – ha anzitutto mirato a governare l’emergenza sanitaria e a contenere la diffusione del virus anche con drastici provvedimenti di chiusura. Interventi di bilancio di dimensioni straordinarie hanno portato sollievo a famiglie e imprese colpite nel lavoro, nella produzione, nel reddito”.

“Se non frenata da tali misure, e da quelle, pure ingenti e tempestive, di politica monetaria, una crisi così profonda – evidenzia ancora Visco – avrebbe avuto ripercussioni ancora più dolorose sul tessuto produttivo e sulla società tutta. Ma come il ”distanziamento sociale” appiattisce la curva dei contagi senza eliminare il virus, così le misure di sostegno contribuiscono a diluire nel tempo e ad attutire le conseguenze della crisi senza eliminarne le cause. Le moratorie sul credito e le garanzie sui nuovi prestiti alle imprese riducono drasticamente il rischio di effetti di amplificazione ulteriori, associati a una diffusa crisi di liquidità”.

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“Nel 2021 rimbalzo del Pil se epidemia sarà contenuta”

“Nel 2021 il Pil recupererebbe circa metà della caduta. Queste stime presuppongono che prosegua il contenimento dei contagi a livello nazionale e globale”, spiega Visco. “In un secondo scenario basato – sottolinea Visco – su ipotesi più negative – anche se non estreme – in merito all’evoluzione dell’epidemia, all’entità del calo del commercio mondiale e all’intensità del deterioramento delle condizioni finanziarie, il prodotto si ridurrebbe del 13 per cento quest’anno e la ripresa nel 2021 sarebbe molto più lenta”.

In entrambi gli scenari –  sottolinea il governatore di Bankitalia – la caduta del prodotto nell’anno in corso sarebbe dovuta per metà alle limitazioni connesse con i provvedimenti di sospensione dell’attività e la conseguente contrazione del reddito disponibile; per l’altra metà rifletterebbe il rallentamento del commercio internazionale e il sostanziale arresto dei flussi turistici internazionali”. >> Tutte le notizie di economia

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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