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Laura Boldrini in ospedale, ecco come sta: il messaggio post-intervento

«L’intervento è andato bene», così Laura Boldrini ha esordito poco fa sui social. Dopo l’annuncio del ricovero, l’ex presidente della Camera ha voluto rassicurare amici, colleghi e sostenitori sulle sue condizioni di salute. «Dopo un passaggio in terapia intensiva mi hanno spostata in reparto. È subito iniziata la riabilitazione, che nella fase post operatoria è una prova durissima perché il dolore è forte», ha scritto la 59enne. La stessa Boldrini sui social ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno avuto «un pensiero di sostegno e di affetto».

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Laura Boldrini in ospedale, ecco come sta: il messaggio post-intervento

L’ex presidente della Camera ha manifestato sul suo profilo tutta la sua preoccupazione: «Con l’aiuto della fisioterapista, mi sono seduta sul bordo del letto e dopo, appoggiata ad un supporto, ho fatto un passo in avanti e uno indietro e poi mi sono seduta di nuovo. Una fatica mostruosa. Sembra un passaggio da niente, una cosa semplice e invece mi è sembrato tanto. E mi ha dato speranza. Ero così contenta, anzi eravamo contente, anche l’operatrice e la mia compagna di stanza mi hanno rivolto parole di incoraggiamento», ha detto all’indomani dell’intervento. «È come quando per raggiungere un posto hai davanti una salita che non sai quando finisce: la devi percorrere e basta, a passo lento e determinato. Prima ti avvii, prima arrivi. Ieri sono partita e so che sarà lunga, perché recuperare ogni piccolo movimento che potrà restituirmi l’autonomia, costa fatica e dolore”, ha aggiunto», ha dichiarato sempre Laura Boldrini.

«Mi rivolgo a tutte e tutti coloro che hanno avuto per me un pensiero di sostegno e di affetto. A voi voglio dire una cosa sola: grazie»

E ancora: «Mi sostiene in questa sfida – e mi sosterrà in futuro – l’affetto che ho ricevuto. La più importante delle risorse per combattere una malattia non è solo quella della determinazione personale, ma anche e soprattutto il non sentirsi soli, il continuare a percepirsi parte di una comunità, il mantenere i legami che hanno caratterizzato la nostra vita fino a quello spartiacque che, comunque, la malattia rappresenta. Perché c’è un prima e un dopo, inutile negarlo. Ed è quel prima che non si deve perdere, proprio nel momento in cui si è costretti a ripensarsi e ricostruirsi». Poi le conclusioni: «Per questo, mi rivolgo a tutte e tutti coloro che hanno avuto per me un pensiero di sostegno e di affetto. A voi voglio dire una cosa sola: grazie». Leggi anche l’articolo —> Sileri: «Possiamo programmare riaperture dai primi di maggio, dati in miglioramento»

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