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Omicidio Laura Ziliani, le figlie e Mirto scelgono la strategia del silenzio: scena muta davanti al Gip

Laura Ziliani figlie: non rispondono al Gip di Brescia Silvia e Paola Zani. Le due sorelle di 27 e 19 anni, arrestate venerdì scorso con l’accusa di avere ucciso la madre e occultato il suo cadavere, tacciono davanti al giudice. E anche Mirto Milani, fidanzato ‘ufficiale’ della prima e amante segreto della seconda, presunto complice accusato dei medesimi reati e in cella, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il trio diabolico della cui colpevolezza la magistratura inquirente sembra essere certa, ha dunque scelto la strategia del silenzio. Nessuna ammissione di responsabilità relativamente ai reati contestati.

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LAURA ZILIANI FIGLIE E MIRTO SCENA MUTA DAVANTI AL GIP

Laura Ziliani, nulla da dichiarare davanti al Gip: il trio diabolico sceglie la strategia del silenzio

I tre nel corso dell’interrogatorio di garanzia non hanno risposto alle domande del gip. La procura di Brescia valuta di interrogarli tra qualche giorno. Paola e Silvia Zani condividono la stessa cella del carcere femminile di Brescia, mentre Mirto Milani è in isolamento nella casa circondariale di Canton Mombello, sempre a Brescia.

Secondo l’accusa l’ex vigilessa 55enne, scomparsa l’8 maggio scorso e rinvenuta cadavere tre mesi dopo, è stata uccisa dai tre indagati per motivi economici: volevano impossessarsi del suo patrimonio. Per il Gip che ha accolto la richiesta di arresto dei pm, gli accertamenti patrimoniali effettuati durante le indagini hanno fatto emergere “precisi interessi di natura economica in capo ai protagonisti della vicenda”. Ai tre avrebbe fatto gola il vasto patrimonio immobiliare della vittima.

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Prima stordita e narcotizzata con un potente sonnifero (benzodiazepine) e poi soffocata, questa la terribile ricostruzione fatta dagli inquirenti. Tuttavia ancora non si ha la certezza della esatta causa di morte della donna, gli accertamenti medico legali sono ancora in corso. Laura Ziliani “non è morta nel luogo dove il suo cadavere è stato rinvenuto ma il suo corpo è rimasto in un luogo riparato che ne ha rallentato il deterioramento”, chi indaga ne è convinto.

Diversi gli elementi probatori raccolti dalla magistratura a carico degli indagati. Dati tecnici, emersi dai tabulati telefonici e dalle intercettazioni, hanno permesso di formulare la richiesta di arresto delle figlie di Laura Ziliani e di Mirto Milani, probabile ‘regista’ del piano omicidiario. Tutto premeditato, secondo l’accusa, anche l’azione di depistaggio inscenata subito dopo la denuncia di scomparsa della donna.

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Il testimone oculare che ha incastrato Silvia e Mirto

Raccolte numerose testimonianze che hanno incastrato i tre sospettati. Tra tutte quella di un uomo, residente a Temù, che poco prima che venisse segnalato il ritrovamento della seconda scarpa attribuita alla ex vigilessa, aveva visto la coppia addentrarsi nel bosco con fare sospetto. Queste le sue parole agli inquirenti:

«Ho notato una ragazza e un ragazzo, dell’età apparente di circa trent’anni, che giungevano lungo la via Saletti, dal campo di calcio verso Ponte di legno. I due avevano raggiunto l’inizio della macchia boschiva, dove si trova un piccolo capanno di metallo, e si fermavano lungo la strada guardandosi intorno. 

Subito dopo il ragazzo si addentrava all’interno della macchia boschiva, mentre la ragazza proseguiva a piedi lungo la strada, continuando di tanto in tanto a guardare il ragazzo, parzialmente nascosto dalla vegetazione. Quindi ho tirato fuori il binocolo e ho cominciato a seguirli attentamente … (Continua a leggere dopo la foto)

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Mentre il ragazzo proseguiva la marcia all’interno della macchia, riuscivo a intravederlo in mezzo agli alberi non troppo fitti. La ragazza faceva movimenti che mi hanno fatto pensare che nn si volesse far riconoscere. Intendo dire che, al passaggio di un veicolo sulla via Saletti (…) la ragazza si è girata e si è piegata fingendo di raccogliere qualcosa da terra. 

La ragazza è giunta fino al cassonetto verde (…) A circa dieci metri dal cassonetto, ho notato il ragazzo risalire dal canaletto sulla sede stradale. I due si sono quindi riuniti e a braccetto si sono allontanati in direzione di Temù. Ho notato adagiata a terra una scarpa di marca di colore violetto con delle strisce di colore arancio (…). Posso dire con sicurezza che si trattava di una scarpa per piede sinistro ….».  Potrebbe interessarti anche —> Omicidio Laura Ziliani, l’inchiesta potrebbe allargarsi: il trio sospettato ha avuto dei complici?

 

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