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Lega, secondo il coordinatore USA Gazzini il razzismo è una forma di libertà e va rispettato

“Non ci può essere libertà se non si permette a una persona di essere razzista”. Ancora una volta, a mettersi in ridicolo con delle affermazioni totalmente fuori luogo è un esponente della Lega, Matteo Gazzini. Queste parole infatti sono state scritte dal coordinatore del Carroccio negli Stati Uniti, un uomo che era stato candidato nella circoscrizione estero, ma che non è riuscito a conquistarsi il posto. La frase ha immediatamente scatenato le polemiche in rete, ma secondo Gazzini è stata semplicemente “strumentalizzata da persone in mala fede”.

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Lega, Gazzini: “Non c’è libertà se non si può essere razzista”

Non ci può essere libertà se non si permette a una persona di essere razzista. Il problema non è il razzismo, ma la discriminazione che il razzismo crea e questo è inaccettabile in una società civile”. Insomma, va bene discriminare il prossimo, finché questo non è un razzista. Perché essere razzisti è una scelta e in quanto tale va rispettata. Peccato che in Italia il razzismo sia perseguibile per legge: all’interno della Costituzione, all’articolo 3 si legge: “Tutti i cittadini, e per essi si intendono anche gli stranieri sul nostro Paese, hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali”.

Con la ratifica della Convenzione di New York del 7 marzo 1966, poi, l’Italia si è posta l’obiettivo di eliminare ogni forma di razzismo, assumendo anche l’obbligo di non attuare pratiche di discriminazione razziale verso individui, gruppi, istituzioni. Di non incoraggiare, non difendere e non appoggiare la discriminazione razziale attuata da individui o organizzazioni. Tra le altre cose, poi, ha preso l’impegno di vietare e porre fine con ogni mezzo alla discriminazione. A partire dal 1993, inoltre, grazie all’introduzione della legge Mancino, sono state comprese nelle sanzioni anche le discriminazioni religiose. In questo modo è stata introdotta una specifica circostanza aggravanti a tutti i reati commessi con il fine della discriminazione razziale. Quindi no, il razzismo non è solamente un’opinione.

Lega Gazzini

Lega, Gazzini: “Il razzismo è un male, ma nonostante questo rimane un’opinione personale”

Le parole di Gazzini ovviamente hanno suscitato l’indignazione dei followers, che non si sono potuti trattenere dal commentare. Viste le risposte date dal leghista però, probabilmente, tutti quanti si sono subito pentiti di aver perso tempo nel tentare di spiegargli che il razzismo in Italia è reato. Gazzini, infatti, tra i commenti ha replicato: “A scanso di equivoci polemici, voglio spiegare il mio post in modo che non venga frainteso: il razzismo è un male, ma nonostante questo rimane un’opinione personale. Essere contro una categoria di persone perché sono di razza diversa, colore diverso o Paese diverso è da ignoranti. Nonostante questo, l’ignoranza non è un crimine!!!

Il punto del discorso è che in una società libera, purtroppo, bisogna anche accettare le persone razziste, perché anche loro hanno il diritto di pensarla come credono. Il discorso invece cambia quando il razzismo porta a condotte illecite quali la discriminazione: questo è reato, e questo deve essere perseguito!”

Forse Gazzini sta cercando di creare una nuova forma di liberalismo, con poche idee e sicuramente molto confuse. Fatto sta che, evidentemente, non comprende che il razzismo è discriminazione. E quindi in Italia è reato. Addirittura, è arrivato a dire: “Non è reato se uno pensa, ad esempio, che tutti gli svedesi sono stupiti. Uno lo può pensare perché ciò è garantito dall’articolo 21 della Costituzione”.

Un mio post riguardante il razzismo e la discriminazione è stato sapientemente strumentalizzato da persone in mala fede….

Pubblicato da Matteo Gazzini su Martedì 7 luglio 2020

“Il mio post è stato strumentalizzato da persone in mala fede”

In ogni caso, Gazzini è convinto di essere stato frainteso. In un altro post, pubblicato successivamente, infatti, ha scritto: “Un mio post riguardante il razzismo e la discriminazione è stato sapientemente strumentalizzato da persone in mala fede. Tale post voleva provocatoriamente sottolineare che di per sé un’opinione razzista, sebbene deprecabile, non sia reato. Nei paesi liberi esiste la libertà di opinione (art. 21 Cost.) garantita addirittura costituzionalmente. Sottolineavo invece che il reato scatta quando l’opinione razzista sfocia nella discriminazione o altre condotte illecite, ed oltretutto avevo pure aggiunto che tale cosa era inaccettabile. Cosa invece preoccupante sono le fake news di odio riguardante un post che invece vuole fare solo ragionare…”.

Non è il suo pensiero a essere inaccettabile, sono gli altri che non perdono occasione per strumentalizzare. >>Tutte le notizie di UrbanPost

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