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Lega, scontro interno su Salvini: Castelli attacca, i fedelissimi rispondono

18/08/2026 12:25

Torna a farsi sentire il malumore interno alla Lega, con nuove tensioni che coinvolgono direttamente il segretario federale Matteo Salvini. A riaccendere la miccia sono le critiche arrivate da alcuni esponenti storici del partito, respinte con fermezza dal gruppo di fedelissimi che da anni affianca il leader.

Lega, scontro interno su Matteo Salvini: critiche e difese tra i dirigenti del partito

Le critiche di Roberto Castelli

Tra le voci più critiche figura l’ex guardasigilli Roberto Castelli, che ha definito il gruppo di fedelissimi che circonda Salvini un “cerchio magico”, parlando apertamente di “ex ragazzotti” che non avrebbero mai avuto, a suo dire, “un lavoro vero” prima di dedicarsi interamente alla politica al fianco del segretario.

Il governatore Fontana chiede un passo indietro

Le critiche non si sono fermate a Castelli. Anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana, insieme ad altri esponenti dell’asse cosiddetto “nordista” del partito, tra cui Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Maurizio Fugatti, avrebbe chiesto a Salvini di fare un passo indietro, definendo l’atteggiamento della segreteria “irrispettoso verso chi ha votato” il partito.

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La reazione dei fedelissimi

La risposta dei salviniani non si è fatta attendere. Igor Iezzi, presidente dell’associazione “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” e custode del simbolo storico del Carroccio, ha ribattezzato a sua volta come “irrispettoso” l’atteggiamento di chi mette in discussione il segretario. Poco dopo, nella chat del Consiglio federale, si sarebbero susseguiti numerosi messaggi di difesa del leader da parte di Luca Toccalini, Silvia Sardone, Alberto Di Rubba e Andrea Crippa.

Chi sono i fedelissimi di Salvini

Secondo la ricostruzione, il nucleo storico più vicino a Salvini sarebbe quello di provenienza milanese, formato da Iezzi, Alessandro Morelli, Fabrizio Cecchetti ed Eugenio Zoffili, tutti cresciuti politicamente accanto al segretario fin dai tempi della militanza giovanile e di Radio Padania. A questi si affiancherebbero esponenti arrivati più di recente ai vertici nazionali del partito, come Claudio Durigon, Susanna Ceccardi e Silvia Sardone, oggi tra i volti più in vista del nuovo corso del Carroccio.

Il commento nella chat federale

Proprio all’interno della chat riservata del partito, uno dei dirigenti più vicini a Salvini avrebbe commentato con una battuta l’ennesimo articolo dedicato alle tensioni interne, ironizzando sul fatto che ormai basti l’assenza di polemiche a far scattare l’allarme tra i militanti.

Cosa c’è in gioco per il futuro del partito

Secondo l’analisi, con l’avvicinarsi delle prossime elezioni, la capacità di Salvini di mantenere il controllo del partito dipenderà anche dalla tenuta dei rapporti con i dirigenti rimasti fedeli in questa fase, per i quali la continuità politica del segretario coinciderebbe con la possibilità di conservare un ruolo di primo piano nella Lega del futuro.

L’appuntamento chiave: Pontida il 20 settembre

Un banco di prova decisivo per capire l’evoluzione di queste tensioni sarà il tradizionale raduno di Pontida, in programma il 20 settembre, dove Salvini e i vertici del partito dovranno in qualche modo affrontare pubblicamente la frattura emersa in queste settimane, o quantomeno gestirne le conseguenze politiche.

Fonte: La Stampa, articolo di Francesca Del Vecchio

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