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Legge zan, la destra non dà tregua: rinviato ancora il decreto contro la omotransfobia

Dal mondo dello spettacolo risuonano voci che chiedono giustizia. Si tratta di Elodie, ma anche Fedez, Michele Bravi, Mahmood, la Rappresentante di lista e Levante. Dopo che la discussione in Senato della legge zan è stata di nuovo rimandata i cantanti hanno alzato i toni. Gli artisti chiedono che la politica italiana dia importanza al decreto che che tutela i più fragili per uno stop alla discriminazione e alla violenza. Si attende la decisione del Governo in merito alla legge contro l’omotransfobia.

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Legge zan: rinvio in Senato

In molti nella politica italiana hanno lottato contro la omotransfobia e adesso sono ad un passo dalla vittoria. Niky Vendola, Laura Boldrini, Ivan Scalfarotto e Giusi Bartolozzi avevano già progettato delle mosse contro la violenza di genere. La legge zan ha ricevuto l’approvazione della Camera lo scorso novembre. Ma ancora non è stata discussa in Senato. Complice la crisi di Governo e il cambio di maggioranza, la legge rischia di restare ancora bloccata. Il presidente della commissione Giustizia del Carroccio Andrea Ostellari sta bloccando la discussione della legge zan. Il leghista sta rimandando la calendarizzazione con la motivazione che “la legge non è una priorità” per l’esecutivo. La destra ha espresso varie volte un parere contrario al decreto volto a limitare le discriminazioni di genere. Infatti Lega e Fratelli d’Italia si oppongono da sempre e anche Forza Italia segue la scia dei suoi cugini di destra, senza però sbilanciarsi troppo.

Di tutt’altra linea sono gli altri partiti che sostengono il progetto all’unanimità. Lo schieramento politico a favore del provvedimento è composto da PD, Movimento 5 stelle, Liberi e Uguali e Italia Viva. Tra i leader ha già parlato più volte Enrico Letta che, in quanto neosegretario Pd, ha ribadito come il suo partito intende sostenere fino in fondo il decreto. La presidente di Palazzo Madama Elisabetta Casellati, deputata di Forza Italia, avrà il compito di decidere il da farsi.

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Cos’è la legge zan e cosa rischia chi la infrange?

La legge Zan ha lo scopo di scoraggiare le discriminazioni fondate su orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Tutti giorni accadono episodi di violenza contro omosessuali e transessuali e grazie alla legge, la comunità LGBT potrà essere tutelata. Il provvedimento è rivolto anche alle donne, spesso vittime del sessismo e la misoginia. Il promotore del decreto fu Alessandro Zan, esponente del PD e attivista LGBT egli stesso vittima di discriminazioni e aggressioni a causa della sua omosessualità. In prima lettura alla Camera, il testo della legge Zan ha ottenuto 265 voti a favore e 193 contrari. Tuttavia in Senato, invece, la votazione non è stata ancora calendarizzata.

La legge zan non è altro che un’ampliamento dell’articolo 604 bis (che punisce le discriminazioni razziali, etniche, nazionali e religiose). Le sanzioni previste per chi la infrange sono rigorose: la reclusione fino ad 1 anno e 6 mesi o la multa fino a 6.000 euro per chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione nei confronti delle categorie indicate. Chi istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi discriminatori rischierà la reclusione da 6 mesi a 4 anni. Infine è prevista la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chiunque partecipa o presta assistenza ad organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza verso le categorie discriminate.>>Tutte le notizie

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