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Stupro a Lignano Sabbiadoro, il padre della ragazza va dagli aggressori: “Erano come conigli”

Lignano Sabbiadoro stupro – Venerdì 13 agosto 2021. Dopo aver ascoltato il racconto choc della figlia, il padre è corso a cercare i cinque ragazzi che l’avrebbero presa con la forza: «Non volevo farmi giustizia da solo», ha raccontato l’uomo al “Corriere della Sera”. Gli aggressori tutti tra i 17 e i 21 anni, ora sono iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo.

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Stupro a Lignano Sabbiadoro, il padre della ragazza va dagli aggressori: “Erano come conigli”

«Adesso la cosa più grande, la più importante è il silenzio perché il dolore è troppo. È vero, non ci ho pensato su due volte e sono partito come un missile verso quell’appartamento. Non ricordo quel tratto di strada tanta era la rabbia che provavo. Ho bussato, ho suonato. Niente», ha esordito il padre della giovane, stuprata in un appartamento a Lignano Sabbiadoro, intervenendo al “Corriere”. «Allora ho sfondato la porta a spallate. Volevo vederli in faccia. Uno a uno. Si sono chiusi a chiave in una stanza. Li sentivo piagnucolare… Conigli. Poi hanno gridato aiuto, sì, pazzesco, loro chiedevano di essere aiutati dopo quello che avevano fatto a mia figlia. Le loro grida hanno richiamato alcuni condomini. Ho desistito, distrutto, vinto, incredulo», ha confidato l’uomo. «Mia figlia? Non lo so, ma credo stia metabolizzando quello che ha subito. Ci ha parlato, ci ha riferito. Non è stato facile per lei. Ci vorrà tempo, lo so. Per lei soprattutto, ma anche per noi. E so già che qualcuno azzarderà commenti improvvidi», ha aggiunto ancora sotto choc il papà della vittima.

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«Ero stravolto, fuori di me, disperato. Un poliziotto si è avvicinato e ha detto: ‘Mi metto nei suoi panni, capisco’»

Ha fiducia nella giustizia: «Anche se sono consapevole che potrei essere denunciato perché ho violato la proprietà privata. Ma non mi preoccupo di questo», ha spiegato l’uomo che voleva guardare in viso i giovani che avrebbero abusato della figlia. «Quando sono arrivate le forze dell’ordine un poliziotto mi si è avvicinato. Ero stravolto, fuori di me, disperato. Lui si è avvicinato e ha detto «mi metto nei suoi panni, capisco». Mi sono sentito meno solo, meno triste. Voglio soltanto che mia figlia… lei parla, ci parla, ma cerchiamo di non crearle ansia. Sì, confido nella giustizia», ha detto l’uomo al “Corriere”. Intanto le indagini proseguono: i giovani continuano a ribadire che la coetanea fosse consenziente. Il vice questore di Udine Massimiliano Ortolan ha chiesto al pm un nuovo interrogatorio della ragazza alla presenza di una psicologa. Leggi anche l’articolo —>  Grosseto, uccide la compagna poi confessa: arrestato un 48enne

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