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L’Italia in zona rossa, coprifuoco anticipato e nuove restrizioni: le ipotesi

Ancora poche ore e l’Italia potrebbe tornare a vivere l’incubo della zona rossa: i dati settimanali non muovono nella giusta direzione, solo ieri – mercoledì 3 marzo 2021 – sono stati 20.884 i nuovi casi di Covid-19 con ben 347 morti. E, mentre si attende il report del venerdì per definire i nuovi colori regionali, si avanzano le ipotesi su quella che potrà essere la situazione del Belpaese.

Italia zona rossa marzo 2021

Italia zona rossa marzo 2021, coprifuoco anticipato e nuove restrizioni: le ipotesi

La diffusione delle varianti spinge gli esperti a valutare l’adozione di nuovi provvedimenti, che impongano una stretta maggiore. Innanzi alla tanto temuta terza ondata l’ipotesi che l’Italia si trasformi un’altra volta in zona rossa è sempre più vicina. Ad avanzare questa possibilità Guido Bertolaso: “A me – ha dichiarato il consulente per il piano vaccinale della regione Lombardia – sembra che tutta l’Italia, tranne la Sardegna, si sta avvicinando a passi lunghi a questa situazione. È ovvio – ha specificato – che la Lombardia, essendo regione cardine del Paese e avendo vissuto quello che ha vissuto, è più vulnerabile rispetto ad altre Regioni. Ma non sono più preoccupato per la Lombardia rispetto ad altre Regioni”.

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Italia zona rossa marzo 2021

“Purtroppo i numeri peggioreranno ancora”

Dello stesso avviso di Bertolaso anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini: “Il contagio – sostiene il governatore – è partito molto più veloce di prima a causa delle varianti. Se questa crescita, avvenuta in 10-15 giorni, non trova un’accelerazione nella risposta rischiamo di essere travolti. Noi come altre parti d’Italia”. Tra le ipotesi sul tavolo del governo – stando a quanto riferito dal Corriere e riportato da Nextquotidiano.it – potrebbero esserci il coprifuoco anticipato e ulteriori limitazioni agli spostamenti delle persone.

“Purtroppo i numeri peggioreranno ancora”, è il monito del ministro della Salute Roberto Speranza sulla base dei dati e della curva epidemiologica. Se, come ci si aspetta, l’Rt di alcuni territori andrà oltre l’1,25 sarà inevitabile far scattare il rosso, o – nell’ipotesi più rosea – l’arancione. “Verifichiamo di continuo la congruità delle misure, – ha affermato Speranza – ma non possiamo fare un Dpcm al giorno. II modello è automatico e dove il virus corre scattano le misure di contenimento”. >> Emilia Romagna in zona rossa da lunedì: la richiesta di Bonaccini

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